Sicurezza
Inps vince il ricorso sui contributi contro Boracifera
Il fascicolo torna in Appello dopo che l’ente era stato condannato a restituire 144mila euro. Esenzione “montana” non applicabile
ROMA. Nuovo capitolo nella querelle tra Inps e Società agricola Boracifera. Dopo otto anni di contenzioso, adesso la Corte di Cassazione civile ha accolto il ricorso dell’Istituto contro la società in merito al pagamento dei contributi in parte a carico del datore di lavoro (144 mila euro). La Corte di appello aveva dichiarato inammissibile l’appello di Inps contro l’esenzione attestata dal Tribunale e l’ente era stato condannato a restituire quelle somme. Adesso ci sarà una nuova udienza, davanti alla Corte di appello di Firenze ma in diversa composizione.
L’esenzione era stata determinata dal riconoscimento del fatto che la società opera in zona montana. Il Tribunale di Grosseto aveva accertato questo diritto con la sentenza del 16 ottobre 2012; sentenza confermata nel 2013 dalla Corte di Appello di Firenze. Lo consentiva una norma della legge 991/1952 che regolava la questione proprio per le aziende situate in zone montane che parevano poter godere di tale esenzione. Per cui le somme versate all’Inps (144mila euro) dal 2000 al 2010 dovevano essere rimborsate dall’Inps alla società. L’Inps ha fatto ricorso contro questa sentenza e la società Boracifera ha resistito con un controricorso.
Adesso la Cassazione civile presieduta da Antonio Manna, la cui sentenza di maggio è stata adesso resa disponibile, ha stabilito che il ricorso dell’Inps è fondato in base alla legge 67 del 1988 e a un più recente decreto legislativo del 2009. Disposizioni che tolgono i benefici contributivi alle aziende situate in zone montane, come confermato anche dalla Corte costituzionale con la sentenza 182/2018. Per questo motivo la Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell’Inps e rinvia, anche per stabilire le spese del giudizio di legittimità, alla Corte di appello di Firenze. — F.B.
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