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I capi contabilità dicono no al doppio lavoro “gratuito”

Giovanna Mezzana
I capi contabilità dicono no al doppio lavoro “gratuito”

In 14 istituti manca il segretario e nella graduatoria ci sono solo sei nomi papabili E chi ha già un posto quest’anno potrebbe rifiutare l’incarico di scuole in reggenza

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Eh no, quest’anno no. I direttori dei servizi generali e amministrativi (Dsga), cioè i capi della contabilità scolastica, degli istituti comprensivi e di istruzione superiore che hanno già un posto da titolari e il loro gran daffare quest’anno potrebbero non essere disposti (almeno, non tutti) a un aggravio di lavoro mal retribuito o non retribuito affatto che deriva dall’accettare l’incarico di un istituto in reggenza.

il quadro

Sono sei gli assistenti amministrativi di ruolo che figurano nella graduatoria provinciale provvisoria messa a punto dall’Ufficio scolastico di Grosseto e che hanno le carte in regola per aggiudicarsi uno dei posti vacanti da Dsga. Peccato però che i posti da coprire sono 14: tanti sono gli istituti (e tra di essi non ci sono solo quelli senza autonomia scolastica per numero di iscritti) che dalla costa all’Amiata a oggi risultano senza Dsga, figura cruciale per il buon funzionamento della macchina-scuola, responsabile della tenuta di tutta la contabilità. Va da sé che – come in passato – molti dei posti verranno ricoperti non da “titolari” ma da “facenti funzione di”. Non tramonta il fenomeno del capo della contabilità “condiviso”, che fa la spola dall’istituto in cui è titolare a quello che gli è stato affidato in reggenza. Cgil e Cisl sono preoccupati. Soluzioni non se ne profilano. E tra i capi contabilità c’è chi comincia a essere stanco di dire sempre sì per spirito di servizio.

il caso

Lorella Bianchi è una Dsga di ruolo, ha 61 anni e una lunga carriera alle spalle: era il 1987 quando entrò nella scuola, era il 1999 quando conquistò il ruolo. Lei è stata l’ultima Dsga titolare dell’istituto comprensivo di Santa Fiora, che perse l’autonomia scolastica nel 2012, anno di una maxiriorganizzazione del sistema scolastico. «Nel 2012 – ricostruisce – fummo in tre a perdere il posto negli istituti amiatini. Io venni trasferita d’ufficio all’istituto superiore Bernardino Lotti di Massa Marittima». In effetti all’istituto massetano Lorella Bianchi non ha mai preso servizio perché «fortunatamente – dice lei che vive a Castel del Piano – era libero il posto da Dsga all’istituto comprensivo di Civitella Paganico». Così dal 2012 e ogni anno la direttrice ha chiesto di essere impiegata sulla sede di Civitella Paganico. Lo scorso anno è diventata (finalmente) titolare a Castel del Piano. E, ironia della sorte, le è stato subito affibbiato l’istituto comprensivo di Santa Fiora in reggenza. «Una persona si sente in dover di accettare – confessa –Io lo scorso anno l’ho fatto, ma quest’anno non me la sento. Se dovessero chiedermelo, dirò di no. Non è questione dei 10 km avanti-e-indietro. È il fatto che il lavoro è doppio: doppia programmazione, doppie pratiche fiscali, doppie denunce. E la responsabilità è la nostra. Ci dicono: “delegate”. Non possiamo farlo: il personale amministrativo spesso non è formato; anni fa era il Dsga che faceva da formatore ma adesso non c’è il tempo materiale per farlo. Mi dispiace, ma quest’anno non me la sento. Senza poi contare che le 214 euro lorde mensili che mi spettavano per l’incarico in reggenza non le ho mai percepite: mancava la copertura finanziaria». Oltre il carico di lavoro e le responsabilità anche la beffa. –

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