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Pianoforte, tortellini e l’affetto di figlia e nipote “Ghina” brinda ai 105 anni

Fiora Bonelli
Pianoforte, tortellini e l’affetto di figlia e nipote “Ghina” brinda ai 105 anni

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Festa ad Arcidosso per la “Ghina”, la “fondatrice” della scuola media e dell’istituto magistrale di Arcidosso, e i suoi splendidi 105 anni. In realtà ne compirà 106 il 18 dicembre, ma un piccolo manipolo di parenti e amici hanno voluto organizzare per lei un saluto di fine estate. E così fra dolcetti, caramelle e bibite, ma soprattutto fra ricordi affettuosi, una decina di persone hanno fatto sentire alla signora il proprio calore.

Domenica Tazzari è nata il 18 dicembre 1913 a Lugo di Ravenna, «dove è nato Francesco Baracca», fa notare la figlia Francesca che aggiunge: «Mia madre si chiama Domenica, Domenichina e poi per tutti Ghina».

E Ghina sorride felice di questa attenzione e del giorno di festa. Lei stessa racconta al Tirreno: «Ho contribuito a far mettere radici, con la preside grossetana Macchia, alla scuola media e all’istituto magistrale di Arcidosso. Insegnavo italiano, latino, storia e geografia alle scuole medie e di tutte e due le scuole poi diventai preside vicaria. Portammo ad Arcidosso queste scuole che prima non c’erano. Eravamo in tempo di guerra e da Grosseto riuscimmo a far trasferire le scuole. Finita la guerra, restammo sezione staccata».

Delle sue capacità di insegnante ricorda qualcosa Adriana Bargagli: «Ho 87 anni – dice Adriana – e Ghina è stata mia insegnante. Bastone e carota, severità ma anche affetto e legame forte con i propri alunni».

Domenica Tazzari arrivò ad Arcidosso dopo aver sposato Agostino Amati, detto Nino, che comprò ad Arcidosso la casa ottocentesca, in via Peri, in pieno centro storico, dove la signora Ghina viene adesso per due mesi estivi. Il resto dell’anno lo trascorre a Siena con la figlia Francesca e la nipote Chiara. «Ho solo una figlia e solo una nipote», precisa la Ghina.

La ex preside ha suonato il pianoforte fino allo scorso febbraio. Una grandissima passione ereditata dal padre musicista, Antonio Tazzari, compositore celebre, soprattutto operistico e a cui la città di Lugo ha dedicato, recentemente, una grande serata.

«A Siena ha suonato fino a febbraio – sottolinea la figlia – su un pianoforte ottocentesco, di quelli con le candele per fare luce. Un ottimo esercizio anche di memoria che impone la lettura rapida della musica oltre che l’abilità del movimento della dita».

Con la passione del pianoforte Ghina ha altre due grandi amori: il ciclismo, che segue con entusiasmo, e la gastronomia romagnola. «I suoi tortellini – assicura Francesco Bardelli, un caro amico di famiglia – sono eccezionali e c’è chi le ha richiesto la ricetta per inserirli in un libro di gastronomia».

Adesso i tortellini Ghina non li fa più, ma ne mangia, però, come spiega la figlia: «Mangia tutto e pochissimo. Una volta alla settimana faccio addirittura le patate fritte. Non so se sia questo l’elisir di lunga vita, insieme alla scansione regolare della giornata che resta inalterata ormai da anni. Forse non c’entra nulla, o forse chissà, avrà contribuito a farla arrivare ai suoi 105 anni».

Gli amici e le amiche che hanno voluto questa festa, Francesco Bardelli e la moglie, Adriana Bargagli, Maria Luisa Ronconi, Albina Galluzzo e poi i pochissimi parenti rimasti di Arcidosso, si perdono nei ricordi del paese che fu, si parla di un affresco della casa che ha resistito dalla fine dell’800, si rammenta Nino, il marito di Ghina. Si dicono i nomi di vecchi cugini. Poi si brinda. E un po’ di spumante tocca anche a Ghina. —



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