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castel del piano

Un rivolo di liquami nei boschi dell’Amiata

Fiora Bonelli
Un fermoimmagine del video girato da Lorenzo Mancineschi sul monte Amiata
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Un fermoimmagine del video girato da Lorenzo Mancineschi sul monte Amiata

Il problema annoso degli scarichi alle Macinaie finisce on line. Il vicesindaco annuncia una riunione con i privati

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CASTEL DEL PIANO. Il problema dei liquami che, soprattutto d’estate, si riversano sotto al prato delle Macinaie Acque torna alla ribalta, stavolta sul web. Lorenzo Mancineschi, autore della pagina Facebook “Lorenzo Mancineschi iena scomoda”, si inerpica, “su segnalazione”, nel bosco del monte Amiata e filma il rivolo di liquami che scorrono fra i faggi della montagna, nel comune di Castel del Piano.

La situazione è una nota dolente da anni e monta soprattutto d’estate, quando si verificano sversamenti dalla fossa biologica dove finiscono i liquami immortalati da Mancineschi che scorrono in tubi di fortuna, si fermano a decantare a cielo aperto e poi, riunendosi in un ruscello, si dirigono a valle. Questo materiale, invece, dovrebbe essere raccolto nella apposita fossa biologica che dovrebbe essere regolarmente svuotata e che, invece, in questo caso, probabilmente perché troppo colma, a un certo punto smette di funzionare.

L’amministrazione comunale di Castel del Piano, visionato il video – che si trova anche su You Tube – ha mandato di persona a fare un sopralluogo l’assessore all’ambiente Renzo Rossi e il consigliere delegato al turismo Renzo Nannetti. I due hanno constatato che quanto era stato ripreso dal videomaker corrispondeva a realtà. Dopo di che hanno incaricato due agenti della polizia municipale dell’Unione dei comuni di recarsi a loro volta a verificare la situazione e a stendere un resoconto dettagliato.

«Ci siamo mossi come ci competeva – spiega il vicesindaco Luciano Giglioni – perché non vogliamo né giocare a nascondino, né essere complici o corresponsabili di una situazione del genere che, ci dicono, capita nei periodi di turismo di punta, da moltissimi anni e riguarda in particolare la stagione estiva, quando tantissima gente arriva nella parte alta della montagna. La questione dello smaltimento dei liquami investe i privati che insistono in quella località e non la parte pubblica e dunque non l’amministrazione. Abbiamo fissato per martedì un incontro con tutti i proprietari di bar, ristoranti, alberghi di questa zona per avere un quadro rigoroso e studiare il da farsi in tempi più brevi possibile».

Da qualunque parte la si guardi, la situazione è complessa: le strutture della zona delle Macinaie, come consentito dalla legge, scaricano in una fossa biologica che comunque ha bisogno di essere regolarmente svuotata. Oppure ci vorrebbe un depuratore. Ma per legge il gestore, Acquedotto del Fiora, non è tenuto a costruirlo, essendo la località sotto i 250 residenti. Più di dieci anni si pensò a una condotta per portare i liquami dalle Macinaie al Cantore e da qui al depuratore di Abbadia, ma poi non se ne fece di niente. —
 

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