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Tratte lunghe in treno, biglietti cari in bus: il disastro dei trasporti pubblici in Toscana

Lina Senserini
Tratte lunghe in treno, biglietti cari in bus: il disastro dei trasporti pubblici in Toscana

Una lettrice maremmana, emiliana d’adozione, fa un’analisi dettagliata e impietosa su prezzi e tempi di marcia

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GROSSETO. «La Toscana viene da sempre osannata per l’alta qualità della vita, ma in tema di trasporti è al livello di regioni che, in quanto a sviluppo, sono più in difficoltà. Credo sia urgente un cambio radicale nella cultura dei trasporti pubblici nella nostra regione, purtroppo molto indietro anche i termini di sostenibilità. Questa dovrebbe essere una priorità per tutti, a prescindere dagli schieramenti politici».

Come dare torto a Meri De Martino, 27 anni, nata e cresciuta a Grosseto fino ai 18, quando ha lasciato il capoluogo maremmano per trasferirsi a Bologna, e che nel sud della Toscana continua a venire almeno due volte all’anno.

Sabato scorso, Meri ha virtualmente preso carta e penna e ha scritto alla redazione del Tirreno una lunga mail, nella quale analizza e mette a confronto due diversi sistemi di trasporto pubblico, quello toscano e quello dell’Emilia Romagna, dove, stando a quello che scrive, il primo fa acqua da tutte le parti rispetto al secondo.

Lo ha fatto con numerosi esempi e dovizia di particolari, riportando costi, distanze, tempi di percorrenza e modalità di abbonamento. Il risultato è una mini-inchiesta sulle falle del trasporto pubblico toscano, accompagnato dalla richiesta a chi governa il territorio affinché si faccia carico del problema e al giornale perché incalzi la politica, «che su questo – scrive – si è rivelata molto lenta e poco incisiva». E cita due esempi, che ritiene esplicativi della situazione, partendo dal collegamento Firenze-Grosseto.

«Il trasporto su ferro – scrive – è praticamente inesistente, salvo che non si vogliano impiegare più di tre ore e mezza con il regionale (diretto o con uno o due cambi, ma in questo caso, si arriva fino alle quattro ore e mezza), oppure che non si vogliano spendere più di 30 euro per le Frecce (sempre con almeno due cambi e con un tempo di percorrenza non inferiore alle due ore). Resta il trasporto su gomma, devo dire abbastanza comodo. Peccato che il costo aumenti di continuo, fino all’incredibile passaggio da un anno all’altro da 11,70 a 14,10 euro».

Altro esempio e altra nota dolente, i collegamenti interni alla provincia di Grosseto, in particolare verso la costa e le località turistiche. Il tragitto tra Grosseto e Marina, spiega Meri, costa 2,60 euro, mentre da Marina a Castiglione 1,50 euro, cosicché per andare dal capoluogo a Castiglione passando per Marina ci vogliono 4,10 euro a tratta. Se il biglietto viene fatto sull’autobus perché non è possibile acquistarlo a terra, aumenta a 6 euro. La tariffa alta, unita a una non eccellente qualità del servizio, scoraggia l’uso dei mezzi pubblici, quando invece sarebbe opportuno il contrario anche in termini di sostenibilità.

Il confronto con l’Emilia Romagna, che Meri De Martino ha messo nero su bianco nella sua mail, è impietoso, soprattutto nei provvedimenti per incentivare l’uso del trasporto pubblico, come la app “Roger” e l’abbonamento dell’autobus gratuito per i pendolari. La prima permette di acquistare online biglietti del treno e del bus, oltre a pagare il parcheggio sulle strisce blu in tutto il territorio regionale. Simile alla app toscana “Ticco”, che secondo Meri non funziona adeguatamente bene.

L’abbonamento gratuito per i pendolari, invece, significa «che chi ha un abbonamento del treno tra due località dell’Emilia Romagna, può usare anche gli autobus urbani delle due città di arrivo e partenza. Anche in Toscana – aggiunge – ci sono soluzioni di viaggio integrate, ma l’abbonamento bus-treno vale solo sotto la soglia di circa 36 mila euro di Isee (in Emilia Romagna vale per tutti i residenti). Anche rispetto a costi e distanze, le differenze sono sostanziali: Ravenna-Parma, 168 chilometri, abbonamento mensile del treno 115 euro (tempo di percorrenza, tra due ore e mezza e due ore e 50) utilizzabile anche per l’autobus tra le due città. Grosseto-Firenze, 140 chilometri (due ore e 20 di bus, mentre con il treno regionale un’odissea che va dalle tre ore e 30 alle quasi cinque ore). Con la card Pegaso, solo per la tratta extra urbana, il costo mensile è di 136 euro. Se si vuole integrare anche il bus si sale a 168,70 euro». A fronte di questa analisi, un’amara conclusione: «il trasporto pubblico in Toscana ha fatto pochi passi in avanti e molti indietro se si guarda ai costi». —
 

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