Italia
Rovi e abbandono nella Vetreta che fu luogo di culto per San Bernardino
La denuncia di un’ex abitante: gli edifici cadono a pezzi e la vegetazione sta prendendo il sopravvento
Basta uscire dalla strada principale, quella in salita e piena di curve di Schiantapetto, e percorrere un breve tratto di strada sterrata per raggiungere Vetreta, la piccola località circondata dal verde della macchia: poco più di tre case e un convento della metà del Quattrocento.
A indicarne la presenza è la grande “quercia gobba” della città, che cresce ai piedi della strada. Il complesso venne edificato a partire dal 1445 dalla comunità di Massa Marittima per onorare il proprio concittadino San Bernardino, morto l’anno precedente.
Negli anni il luogo, dove vivevano diverse famiglie, è stato meta di frequenti pellegrinaggi ma oggi, nonostante la tante cure ricevute in passato, gli edifici stanno cadendo in rovina e i rovi stanno prendendo il sopravvento con grande dispiacere di chi a Vetrata è nato e vissuto.
«Da tanto tempo volevo andare a Vetreta e forse facevo meglio a non andare – dice Maria Pettorali, oggi residente a Follonica – Questa non è più la mia Vetreta non ho parole. La chiesa di San Bernardino oltre che essere chiusa a chiave (e nessuno sa dove sia) ha un grosso buco sul tetto. Spero che non si sia sciupato il bel quadro che c’è dentro. I rovi hanno ostruito le scale e il fosso che conducevano a casa mia. Un dolore indescrivibile che mi ha fatto piangere a più non posso. Non ho altre parole solo tanta rabbia per un luogo tanto bello e oggi caduto in rovina».
Vetreta oggi non gode più della fama di un tempo ma in passato quello è stato il primo importante luogo di culto consacrato a San Bernardino da Siena.
Il convento venne abbandonato alla fine del Settecento ma la chiesa, dove erano conservate le reliquie del santo – un edificio piccolo con all’interno una macina di pietra che fungeva da acquasantiera – rimase attiva. Nel 1957 San Bernardino venne proclamato patrono dei pubblicitari (per l’abilità dimostrata nell’ideazione del suo stesso emblema); contestualmente la chiesa venne restaurata, aperta al pubblico e da allora usata come santuario della categoria. L’epigrafe che ricorda tale avvenimento è posta sul retro della pala d’altare.
Ma Vetreta non è nota solo per motivi religiosi: quello è uno dei luoghi più fertili e verdi delle Colline Metallifere proprio perché da lì spunta una sorgente di acqua. La piccola località ospita per questo motivo l’impianto di pompaggio idrico dell’acquedotto e in passato il fontaniere cittadino abitava proprio in una di quelle case, così da poter gestire al meglio la rete idrica massetana.
Gli anni Settanta hanno visto il momento d’oro di quella piccola frazione dove spesso venivano celebrate messe e dove si sono tenuti anche diversi matrimoni, fino a quando i luoghi non sono stati dismessi o alienati. È il caso, ad esempio, degli spazi acquistati dalla comunità di recupero Incontro, quella di Don Gelmini che si era trasferita lì tra gli anni ’80 e ’90.
Oggi i rovi hanno preso il sopravvento.
«Una cosa però mi ha fatto battere il cuore – conclude la signora Maria –: la pianta di roselline che ha piantato mio nonno, dopo quasi sessanta anni, ha ancora il coraggio di fiorire». —
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