Toscana
Ipotesi Vivarelli in Regione ma lui declina: «No grazie»
Il sindaco è tra i nomi sondati dal centrodestra per la candidatura di governatore «Ho avuto un mandato dai cittadini e non sono abituato a lasciare tutto a metà»
Antonfrancesco Vivarelli Colonna, sindaco di Grosseto, è tra i nomi che in autunno verranno sondati dal centrodestra per la candidatura a governatore alle elezioni regionali del 2020. Anzi, dopo la frenata della neomamma Susanna Ceccardi, primo cittadino leghista di Cascina e le fibrillazioni nel partito del Carroccio, le quotazioni di Vivarelli Colonna (ancora oggi formalmente un civico senza alcuna casacca di partito) sono in crescita.
Il primo cittadino di Grosseto, negli ultimi tempi, ha incontrato diversi leader regionali e nazionali del centrodestra, a Firenze e a Roma. Ufficialmente per parlare di cose concrete, problemi da risolvere per la Maremma, ma a margine si è affrontato anche la questione di una possibile candidatura, con interruzione anticipata del mandato. A Vivarelli Colonna questa possibilità non piace. O almeno così dichiara da mesi. A tutti.
«A dicembre del 2017 dissi, proprio al Tirreno – spiega – che non mi sarei candidato al Parlamento. Oggi lo ripeto per le regionali. Ho ricevuto un mandato dai cittadini di Grosseto oltre tre anni fa e intendo rispettarlo fino a conclusione. Metto ogni giorno, con la mia giunta, amore e impegno per migliorare la città. Abbiamo molta carne al fuoco. Non sono abituato a lasciare i compiti a metà».
Stavolta, però, sarebbe un po’ diverso. Nel caso in cui la candidatura a presidente della Ceccardi dovesse davvero sfumare, potrebbero essere proprio le tre forze della coalizione (a partire dai livelli nazionali) a chiedere a Vivarelli Colonna di candidarsi alla successione di Enrico Rossi. «In questo caso sarei oggettivamente in difficoltà – conferma Vivarelli Colonna – ma è prematuro parlarne oggi. Mi impegna e mi gratifica fare il sindaco di Grosseto; non seguo questi giochi politici e non frequento le stanze dove si decidono le candidature».
Chi bazzica Firenze, chi conosce il modus operandi del centrodestra toscano, sostiene che in lizza per sfidare il candidato Pd (che ancora non c’è) siano in tanti. Per esempio il giornalista lucchese Paolo Del Debbio (volto Mediaset gradito a Salvini), che corse e perse nel 1995 contro Vannino Chiti. Poi Massimo Mallegni, che nell’area apuo-versiliese ha un consenso consolidato e trasversale. Infine se la giocherà il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, Fratelli d’Italia. Gli equilibri politici, nel centrodestra toscano, sono fluttuanti. L’unica certezza è rappresentata dal fatto che il regista di questo “casting” sarà un grossetano, il deputato Mario Lolini, destinato a prendere il posto della Ceccardi come commissario regionale della Lega. In Toscana, a dire il vero, possono ambire a una candidatura anche figure fuori dalla Lega, esponenti di Forza Italia, di Fratelli d’Italia e amministratori appartenenti a quell’area civica rappresentata proprio da Vivarelli Colonna. Già dal 2 settembre il centrodestra, a Firenze, inizierà a organizzare la campagna elettorale delle regionali: si comincerà con un sondaggio, a ottobre, per misurare chi è più conosciuto, poi si penserà alla questione economica (servono 500mila euro), infine – entro novembre-dicembre– dovrà uscire il nome del candidato. —
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