Toscana
Scia per i lavori rilasciata «Ma il cantiere non è aperto»
Il titolare dell’impresa edile, il direttore dei lavori e il progettista sono stati indagati Nell’appartamento però ancora nessun intervento
grosseto. Il progetto era stato redatto, il direttore del cantiere aveva ottenuto la Scia e l’impresa edile che avrebbe dovuto fare i lavori nell’appartamento al primo piano della palazzina di via Cimabue dove è avvenuto il crollo, lo scorso 9 agosto, era stata individuata. Ma il cantiere, non si è mai aperto e ora la Fem, la società che avrebbe dovuto iniziare a fine agosto, si occuperà della messa in sicurezza dello stabile.
È soltanto per quel documento di autorizzazione che Mauro Feriani, titolare dell’impresa edile, Michele Ombrato, progettista e Alex Milani, direttore dei lavori, sono stati indagati dal sostituto procuratore Salvatore Ferraro, insieme a Lorella Calussi, la proprietaria dell’appartamento.
Alcuni lavori, nell’abitazione al primo piano della palazzina di via Cimabue erano stati fatti ma di quelli non era stata incaricata la Fem. Probabilmente erano stati fatti in economia direttamente dai proprietari dell’appartamento e forse è stato allora che sono stati alleggeriti alcuni tramezzi. Poi, la proprietaria dell’abitazione aveva chiesto un progetto di ristrutturazione all’impresa edile ma il cantiere non è ami stato aperto: i muratori avrebbero dovuto cominciare a fine agosto, il solaio invece è venuto giù il 9 e ha rischiato di travolgere il proprietario dell’appartamento al secondo piano, che si è salvato soltanto perché ha deciso di spostare da una stanza a un’altra il televisore che stava guardando.
Ora la Procura, che ha incaricato proprio la Fem di mettere in sicurezza l’immobile che è tuttora sotto sequestro, ha incaricato un super consulente, l’ingegner Angelo Lupo per effettuare i rilievi nella palazzina e stabilire così, cosa abbia provocato quel crollo.
Le indagini sono state affidate ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Grosseto. Sono nove le persone costrette a restare fuori casa almeno fino a quando le opere di messa in sicurezza saranno terminate. —F.G.
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