Il Tirreno

Grosseto

L'INDAGINE DEL SOLE 24 ORE

La Maremma fabbrica del tempo libero. E c’è l’antidoto anti turismo mordi e fuggi

Giovanna Mezzana
Corso Carducci a Grosseto (foto Agenzia Bf)
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Corso Carducci a Grosseto (foto Agenzia Bf)

Grosseto al 7° posto in Italia per l’offerta di agriturismi e ristoranti, eventi sportivi e, sorpresa, permanenza nelle strutture

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GROSSETO. Definirlo lusinghiero sarebbe troppo poco. È eccellente il risultato che Grosseto incassa nella classifica del Sole 24 che misura l’universo del tempo libero inteso come uno degli indici – il terzo dopo il clima (risultati resi noti a marzo) e la salute (graduatoria pubblicata a maggio) – di qualità della vita. E se non vogliamo dire regina, Grosseto è sicuramente principessa del tempo libero, spuntando in settima posizione sulle 107 nazionali, subito alle spalle della medievale Siena che è sesta, e che ancora si sente icona di quell’Allegoria del Buon Governo che dipinse Ambrogio Lorenzetti.

Apre Rimini – «incoronata da turisti ed eventi», dice il quotidiano di Confindustria – chiude Enna due passi dopo Agrigento, il che suggerisce che la bellezza tout court – pensiamo alla Valle dei Templi – non basta per scalare la graduatoria. Il risultato grossetano molto più che allettante significa che nel capoluogo maremmano danno ottime performance i fattori che determinano l’attrattività di un luogo e le potenzialità di svago: basti pensare che dall’indagine si scopre che Grosseto in media offre 61 spettacoli ogni 10 kmq. Se puoi tutto questo produca giro d’affari e ricchezza, valore aggiunto e benessere è un’altra questione, ma tant’è.

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Leggere la graduatoria

Grosseto è al 7° posto con quasi 433 punti: Firenze che è al secondo posto sfiora 502 punti, Rimini al top, 545; e Enna, maglia nera, 52. L’indice del tempo libero nasce dall’incrocio di 12 indicatori: ciascuno misura un diverso aspetto del tempo libero «speso sul territorio da residenti e turisti» nel corso del 2018 e su base provinciale. E cioè: l’attrattività, la diffusione di bar e ristoranti, di librerie e agriturismi, l’offerta in termini di spettacoli ma anche la spesa al cinema e al teatro; alcuni di essi – l’alto tasso di attività del terziario, per esempio – fungono “storicamente” da fattori-elastico, che tirano su Grosseto da posizioni che altrimenti sarebbero più basse nella classifica generale (annuale) che il Sole 24 ore dedica alla qualità della vita; non dimentichiamo, infatti, che il capoluogo della Maremma era al 97° posto sui 107 italiani nel secondo troncone di indagine 2019 del Sole 24 ore sempre dedicato alla qualità della vita ma “misurata” sul fronte della salute dei cittadini.

Alla grande: dove

La 7° posizione è il risultato delle performance ottenute nei 12 indicatori: per quattro (cioè un terzo) Grosseto occupa le prime dieci posizioni. È al 4° posto nazionale per ricettività e natura, cioè per il numero di agriturismi ogni mille Kmq (dopo Livorno, 3° posto e Siena, 2°). È al 5° posto nazionale per ristoranti e bar ogni 100mila abitanti, primo capoluogo toscano in assoluto che compare nella graduatoria. È al 5° posto anche per lo sport, cioè per il numero di eventi ogni mille abitanti. Ed è in 8° posizione nazionale sul segmento cinema dove si tiene in considerazione il numero di spettacoli ogni mille abitanti.È in 12° posizione, poi, per la permanenza media nelle strutture con 4,8 notti: in Toscana fa meglio solo Livorno con 5,8 notti; e questo è un dato che può far riflettere chi vive di ricettività: l’indagine, del resto, «non ha pretese di esaustività nella rappresentazione di fenomeni complessi come il turismo e la cultura» «ma serve a far emergere punti di forza e criticità», spiega il quotidiano di Confindustria.

Il futuro

Ecco perché può essere uno spunto per investigare nuovi modelli turistici che vadano oltre le strade battute fino ad ora: per esempio, oltre il turismo esclusivamente da spiaggia e da weekend, alla mordi e fuggi. «Questi risultati devono farci credere di più sui “valori” del nostro territorio – osserva il presidente della Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno Riccardo Breda – Puntare alla stagione estiva va benissimo, ma dovremmo concentrare i nostri sforzi per promuovere (anche con investimenti) un’offerta che allunghi la stagione e che sia extrabalneare. Penso, per esempio, al turismo sportivo: non solo agonistico ma tutto ciò che riguarda l’outdoor, dal trekking alla mountain bike al cavallo; l’Amiata si sta muovendo bene in questa direzione. A questo si abbina ottimamente il turismo enogastronomico: si possono riprendere, per esempio, Le Strade del Vino. E, tenuto conto che i tempi della vacanza non si allungano (il dato della permanenza è buono e trova conferma nei nostri studi) bisognerebbe fare di tutto per agevolare il raggiungimento delle mete investendo in infrastrutture». —
 

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