Italia
«La pastiera regalata da Papa era ancora nel nostro frigo»
Tatiana, la moglie dell’uomo gravemente ferito, racconta i rapporti con il vicino di attività e si dispera: «Siamo stati lasciati soli in questo dramma»
follonica. Prima di quel tragico 13 aprile, il giorno in cui la vita di Massimiliano De Simone e di Paola Martinozzi è drasticamente cambiata, i rapporti tra i due vicini di attività sembravano essere buoni, talmente tanto da comprendere anche piccoli scambi di favori reciproci. «Quando hanno sparato a mio marito – racconta Tatiana, moglie di Massimiliano – avevo in frigorifero una pastiera napoletana che ci era stata regalata dalla famiglia Papa. Me lo ricordo benissimo, era nel frigorifero che avevo al lavoro. Salvatore poi, il fratello di Massimiliano che è morto quel giorno, aveva anche fatto dei lavoretti per loro. Insomma, rapporti civili tra vicini di attività e niente avrebbe fatto pensare a quello che è successo poi. Non capisco perché non abbiano parlato con noi: avrebbero potuto spiegare quello che non andava bene prima di scoppiare, prima di fare quello che ha fatto».
La famiglia De Simone ricorda solo una piccola discussione occorsa alcuni mesi prima della sparatoria: la facciata dell’albergo da rifare e un permesso negato avevano acceso gli animi. Una questione che era finita lì. Oggi, a distanza di quasi un anno e mezzo, Tatiana deve fare i conti con una vita del tutto cambiata: «Da quel giorno sono state dette tante belle parole ma, di fatto, siamo soli – afferma – la nostra casa al primo piano di un condominio ha bisogno di un ingresso per disabili ma lo sto facendo io da sola con i miei soldi, nessuno ci sta dando una mano in modo concreto. Poi sulla strada avremmo bisogno di scivoli per la carrozzina ma anche lì non abbiamo ancora visto nulla. Insomma, siamo completamente soli nel bisogno». — R.G.
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