La protesta
A Ferragosto pienone in Amiata A migliaia scelgono il fresco
Tantissimi turisti come non se ne vedevano da anni hanno passato il 15 agosto tra i prati e la vetta, attirati da una natura mozzafiato e dalle tante attività
castel del piano. Ferragosto con il botto per il monte Amiata che ha fatto il pienone di turisti arrivati in quota giungendo nella montagna incantata da tutti i paesi sia del versante grossetano che senese.
Provenienti da Grosseto, da Siena, da Firenze e da Roma, ma anche da Livorno e Piombino, molti stranieri, residenti e villeggianti hanno preso d’assalto i prati della Contessa e delle Macinaie, gli spiazzi sotto la Croce e poi, in particolare i luoghi tradizionali dove ci sono aree attrezzate per fare la brace e la sosta: la Madonna del Camicione, la Fonte di Capo Vetra, la Fonte delle Monache, il prato del primo rifugio.
Affollati anche i castagneti e le faggete che si incontrano per arrivare a 1700 metri di altitudine, luogo ideale per una pausa dalla calura estiva e dalle “fatiche” del mare.
Attirati dal fresco rigenerante dei boschi e dell’aria amiatina, ma richiamati anche dalla possibilità di fare una discesa in mountain bike, attrazione di quest’anno della montagna, i turisti hanno scelto anche le seggiovie per arrivare dalle Macinaie e dal Cantore fino in vetta. Per i più intraprendenti la scelta invece è stata quasi “obbligata”: tantissimi hanno preferito camminare fino alla Croce o alla Madonna degli Scout o prendere il sole nei prati amiatini e scattare una bella foto o un selfie sullo sfondo mozzafiato che offre la vetta.
Una folla di migliaia e migliaia di persone «come da quarant’anni a questa parte non avevo mai visto», spiega Paolo Lazzeroni di Arcidosso, che per quattro decenni ha lavorato come operatore per le strade provinciali e dunque ha in mano perfettamente il polso della situazione.
Lazzeroni cita le automobili in sosta in doppia fila dal prato delle Macinaie alla Contessa e da qui in Vetta e poi scendendo verso il primo rifugio e verso Fonte delle Monache.
«La nostra montagna – commenta – era così gremita che ricordo di aver visto qualcosa di simile solo in qualche lontano inverno quando c’era tanta neve e arrivano su migliaia di sciatori, in auto e con i pullman. Una benefica invasione che porta sicuramente grandissimo beneficio a tutti gli operatori economici. Avanti così. Significa che le nostre offerte funzionano. Aria buona, fresco, buon cibo, attrattive varie».
Gli operatori delle Macinaie fanno anche notare che dall’anno scorso arriva gente in montagna anche grazie a un pullman che parte da Follonica e arriva fino all’Amiata.
«Anche questo vuol dire molto per noi», è la sottolineatura di Francesco, operatore storico dell’Hotel le Macinaie che chiude: «Facciamo di tutto per accogliere i turisti. Questa affluenza ci premia e ci dà una spinta per fare sempre meglio». —
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