Gioco
Addio Alessandro: una città in lacrime «Ammutoliti davanti all’incomprensibile»
Il sindaco, su richiesta della madre, dedica i fuochi d’artificio al bimbo di 8 anni morto dopo un incidente domestico
La notizia si è sparsa per Follonica quando ancora i medici del Meyer non avevano sciolto la commissione di accertamento morte. Troppo lacerante, quel dolore, perché qualcuno in città riuscisse a trattenere quella voce in petto. Troppo acuta la sofferenza di fronte alla scomparsa di un bambino bellissimo, amato, compagno di scuola, compagno di squadra, futuro di una comunità intera.
Alessandro Liberti, 8 anni, da una settimana era ricoverato all’ospedale pediatrico di Firenze. Le sue condizioni erano apparse drammatiche fin da subito. L’incidente domestico, avvenuto lo scorso 7 agosto nell’appartamento della mamma in via Colombo, non gli ha lasciato scampo. Un incidente assurdo, consumato nella sua cameretta, il luogo che ogni famiglia, ogni genitore immaginava come il più sicuro.
Nelle prime ore del pomeriggio Alessandro stava cercando qualcosa all’interno del letto contenitore, quando un perno si è rotto e la struttura è precipitata con violenza sulla testa del bambino. Arianna Mazzini, 32 anni, impiegata, mamma di Alessandro, se n’è accorta solo dopo diversi minuti: il bambino era disteso a terra e non rispondeva a nessuno stimolo. Poi i soccorsi del 118, il volo con Pegaso al Meyer dove la famiglia, la mamma e il suo compagno, il babbo, si sono stretti intorno a lui. Tutto, purtroppo, vano: dopo una settimana di speranze Alessandro è morto.
Centinaia, e in gran parte affidati ai social, i messaggi di cordoglio pubblici e privati per la famiglia Liberti - Mazzini. Tra i primi quello della società sportiva Follonica Hockey, dove da quest’anno Alessandro cresceva la sua passione per stecca e rotelle. Propio il sito il sito del Follonica Hockey lancia la notizia: «Ci mancherai piccolo».
«Alessandro ci ha lasciato e tutti noi siamo rimasti ammutoliti di fronte all’incomprensibilità della morte», scriverà poco dopo l’istituto comprensivo Leopoldo II di Lorena. La scuola di Alessandro, in lutto come la sua squadra.E in lutto come l’intera città, amministrazione comunale in testa. «I nostri cuori, il nostro affetto e i nostri pensieri sono tutti per la famiglia Mazzini e per gli amici di Alessandro che hanno subito questa grave perdita», hanno scritto sindaco e giunta.
Il sindaco Andrea Benini ha chiamato Arianna, e Arianna gli ha chiesto di non sospendere i fuochi artificiali previsti come da tradizione proprio ieri sera, nella notte prima di Ferragosto, ma di dedicarli al suo bambino che tanto amava quello spettacolo. E così è stato.
Ma la tragedia ha colpito anche la comunità di Castiglione della Pescaia. Il nonno Antonio Mazzini è infatti il proprietario di un noto supermercato e soprattutto da anni è un tecnico apprezzato del settore giovanile dell’Hc Castiglione. La nonna Lucia ha lavorato a lungo all’ufficio postale di Punta Ala e la sorella della mamma, Benedetta Mazzini è stata candidata sindaca per i 5 Stelle a Castiglione. Insomma, una famiglia conosciutissima e stimata. Alessandro poi lo scorso anno vestiva proprio i colori dell’Hockey club Castiglione: nonno Antonio lo portava agli allenamenti delle squadre giovanili e lui, seppur più piccolo, svolgeva comunque tutte le sedute, impegnandosi e divertendosi.
Proprio dall’Hc Castiglione un altro messaggio ufficiale di condoglianze alla famiglia e al tecnico Antonio Mazzini.
Quest’anno invece Alessandro era entrato nel gruppo del Follonica, con la squadra giovanile allenata da Marco Pagnini. E la vicinanza dalla grande famiglia dell’hockey si è fatta sentire rapidamente pressoché da tutta Italia. Non solo gli amici della famiglia, ma anche i dirigenti e tecnici delle altre squadre, compreso il ct della Nazionale Massimo Mariotti si sono associati al lutto che ha colpito al cuore il mondo hockeystico.
Le parole più ricorrenti sono quelle che esprimono incredulità, per la morte assurda di un bambino di 8 anni. Alessandro come giocatore era alle prime armi, ma la passione per stecca e pallina non poteva che essergli arrivata proprio da nonno Antonio; e poi ora ancor di più con il tesseramento per il Follonica, la sua squadra del cuore. —
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