Il Tirreno

Grosseto

roccatederighi 

Raccolta di soldi al palio per salvare la gattina ferita

Gabriele Baldanzi

L’idea lanciata dai cinque ragazzini che hanno trovato la micia nel boschetto Olivia deve essere operata, la veterinaria chiede solo le spese vive

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. Questa storia si svolge sull’asse Roccatederighi-Orbetello e i protagonisti sono dei ragazzini che non hanno ancora 12 anni e una veterinaria “giusta”.

Olivia, invece, è una gatta adulta che, grazie al buon cuore e alla mobilitazione di un paese, ha avuto salva la vita.

Tutto inizia una settimana fa: i ragazzini giocano nel parchetto (alcuni di loro sono in vacanza alla Rocca) quando sentono miagolare dentro a un cespuglio. È così che trovano e soccorrono una gatta investita da un’auto. «Era ferita e non riusciva a muoversi – raccontano Igor, Matilde, Rachele, Manuel e Francesco – a tratti si contorceva, con lo sguardo supplichevole e sofferente».

In paese tutti conoscono la veterinaria Beatrice Darini, un’autentica vocazione per gli animali, cani e gatti in particolare. Non opera qui, ma quando le è stato chiesto di intervenire, nonostante fosse in ferie, non si è tirata indietro.

I bambini si sono rivolti a lei, senza esitazione, chiedendole di prelevare la gatta e provare a salvarla. Adesso Olivia è fuori pericolo. Trasferita nella clinica veterinaria Costa d’Argento, dovrà subire, nei prossimi giorni, un intervento chirurgico, ma non morirà.

A parlare è la veterinaria: «La gatta ha una frattura del bacino e la doppia frattura di una zampa posteriore. Faremo un doppio intervento di ortopedia con miniplacca e fissatore esterno. Ho spiegato ai ragazzi e ai loro genitori che si tratta di un’operazione costosa, per la quale dovremo sostenere insieme almeno le spese vive».

E così, nei due giorni di festa del 13 e 14 agosto, quando il paese di Roccatederighi rivive la tradizione del palio, sarà organizzata una lotteria per raccogliere almeno una parte del denaro necessario a rimettere in piedi Olivia. «Sono stati gli stessi bambini a proporre di organizzare qualcosa per rimediare i soldi. Mi hanno fatta emozionare», sono ancora parole della Darini. La stessa veterinaria ha preso in consegna la gatta e la sta accudendo. «Il paradosso – spiega – è che chi soccorre un animale come Olivia, senza padrone, deve poi pagarne le cure».

Non esiste, infatti, una norma, un protocollo, un servizio, una convenzione che garantisca la cura di un gatto o un cane senza padrone ferito o ammalato, trovato per strada. Le fratture riportate da Olivia presuppongono spese significative, nell’ordine delle centinaia di euro.

Beatrice farà in modo che questo conto sia il meno salato possibile, ma certo, così facendo, non si incoraggiano le persone ad aiutare gli animali, a compiere buone azioni.

La veterinaria conferma che in casi come questo molti colleghi si trovano in seria difficoltà: «Per ridare qualità alla vita di Olivia la mia prestazione è stata e sarà a titolo volontario. Non è un problema. I veterinari a volte attendono anche mesi prima di riscuotere, perché, come nel caso di Olivia, vengono organizzate delle collette per coprire le spese vive. Noi amiamo gli animali e certo non possiamo lasciarli soffrire, o peggio farli morire». —

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