Il Tirreno

Grosseto

mare amore mio

Su uno sperone roccioso all’ombra dei pini l’incantevole Boschetto

Lina Senserini
Su uno sperone roccioso all’ombra dei pini l’incantevole Boschetto

In un luogo unico del litorale follonichese, uno stabilimento storico all’avanguardia nella sostenibilità ambientale: «Un messaggio etico» 

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FOLLONICA. A Follonica – e non solo – Il Boschetto è sinonimo di spiaggia, mare, vacanze. L’intera storia del turismo nella Città del Golfo, passa da questa struttura che già negli anni ’60 faceva parlare di sé.

Di proprietà della famiglia Forestieri-Gandi, follonichesi da generazioni, non è solo bagno, ma anche ristorante, albergo e bar, uno accanto all’altro in uno dei luoghi più particolari di Follonica, tra il Villaggio svizzero e Torre Mozza, dove il litorale è segnato da uno sperone di roccia che divide la strada dalla spiaggia, un’alta duna di massiccio anziché di sabbia, ricoperta di pini e lecci e, nella parte verso la città, da un fitto sottobosco di essenze mediterranee. Una particolarità che si trova solo in questa zona del litorale follonichese.

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Non è difficile immaginare che la bellezza del luogo, unita alla professionalità e alla cortesia dei proprietari, abbiano fatto fioccare tagliandi nel gioco Mare Amore Mio.

«Un tempo proprio nel punto in cui si trova l’albergo e il ristorante, negli anni ’50 – spiega Alessandro Gandi, che gestisce il bagno, il ristorante e l’albergo insieme alla madre Laura e alla moglie Alessandra – c’era una pesa pubblica per il bestiame, dove gli allevatori della zona portavano le vacche che poi venivano vendute. Tutto intorno campi, coltivati a frutteti di cui era proprietaria la mia famiglia. Quando, a ridosso degli anni ’60, i miei decisero di vendere i terreni, che essendo sul mare a quel tempo valevano poco, tennero solo questa zona sul litorale, nella quale decisero coraggiosamente di investire e dare vita all’attività che ci ha portati fin qui e che ancora conserva le caratteristiche di allora». Furono lungimiranti, perché da allora Il Boschetto è stato uno dei bagni più frequentati, insieme al ristorante e all’albergo, da follonichesi e turisti di ogni provenienza.

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Oggi l’attività ha un’ampia spiaggia con un centinaio di ombrelloni, un hotel con 20 camere, il ristorante aperto tutto l’anno e il bar, in alto sulla rocce, sotto il fresco dei pini. Un luogo ideale per il relax, cui tutta la filosofia del Boschetto è indirizzata.

La tutela dell’ambiente è l’altro punto di forza: oltre all’attenta gestione del bosco e della duna rocciosa, spiega Gandi, «già da due anni abbiamo fatto la scelta del plastic free e, per la stagione 2019, ci siamo spinti oltre, eliminando dal bar le bottigliette dell’acqua in plastica. L’acqua viene microfiltrata e venduta in contenitori di alluminio che i clienti possono ricaricare al bisogno. Riteniamo che evitare di buttare, anche se nella differenziata, migliaia di bottiglie e tappi di plastica sia un comportamento etico e responsabile da trasferire a tutti coloro che frequentano il bagno». Il Boschetto ha da tempo adottato anche altri accorgimenti per limitare il consumo di risorse: sistemi di filtraggio e riciclo dell’acqua delle docce da riutilizzare per il verde, fotovoltaico e solare termico per energia e acqua calda, un’attenta gestione della raccolta differenziata. —
 

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