Gioco
L’incredibile viaggio planetario di River arriva a Grosseto e da qui saluta l’Europa
A 82 anni il ciclista solitario più noto al mondo starà un mese in provincia, ultima tappa prima di salpare per il Sud America
GROSSETO. È arrivato in Maremma due giorni fa, resterà quattro settimane toccando sedici comuni e da qui saluterà la Toscana, l’Italia e il Vecchio continente per raggiungere l’America Latina, l’Australia, la Cina e l’Oceania, un tour che lo occuperà per i prossimi dieci anni. E se pensate che la sua età lo possa impensierire, be’, siete fuori strada. Janus River, 82 anni, russo-polacco, il ciclista solitario più famoso al mondo, la sua strada – al contrario – la scopre giorno dopo giorno, ad ogni nuova pedalata, da un capo all’altro del pianeta.
Fuggito dalla Polonia comunista a 28 anni, ha vissuto un po’ in Egitto poi, per tanti anni, in Italia, dove ha lavorato come manager nel mondo del calcio e dello spettacolo.
Il 30 dicembre 1999, vigilia del nuovo millennio, è partito dalla sua casa di Fregene senza dire nulla a nessuno, in bicicletta. «E pensare che prima di allora in bici ci ero andato solo da bambino», sorride. Da allora non si è più fermato: 3 euro in tasca al giorno, un sacco a pelo, due Nokia antidiluviani, ha già macinato sulla sua due ruote vintage oltre 400mila chilometri. «Come fossi andato sulla luna», dice. Africa, Asia, Europa, River ha visitato oltre 150 Paesi, incontrato migliaia di persone e molti capi di Stato compreso Castro a Cuba.
L’età non gli pesa e del resto dimostra molto meno delle sue 82 primavere. «Non ho mai visto un dottore in vita mia – racconta – non sono mai caduto dalla bici nonostante l’età, il traffico e il peso che porto dietro, 20 chili la bici e 30 il bagaglio. Viaggio in media a 10-12 chilometri orari e in pianura arrivo anche a 100 chilometri al giorno, come facevo in Africa. In Italia, dove ci sono colline e montagne, non è possibile, così faccio tratti più brevi. E in salita vado a piedi. Mangio una volta al giorno, solo il primo, la sera solo frutta, al mattino una bella colazione. Dormo in sacco a pelo, anche quando mi offrono da dormire in albergo, o a cielo aperto, anche se l’Italia è l’unico posto al mondo dove i sindaci non mi hanno dato il permesso per paura che mi rubassero la bici».
Come si mantiene? Da buon ex manager con la comunicazione ci sa fare. E in cambio di pubblicità trova sempre un piatto caldo e un bicchiere di vino. «Do molte interviste ai giornali esclusivamente locali così da farmi conoscere – spiega – e infatti ringrazio i giornali locali italiani che in questi anni mi hanno dato spazio. E contatto le Pro loco e le associazioni locali, come la Federalberghi. Raramente chiedo ai sindaci, preferisco le associazioni. Così ovunque ho sempre trovato tanta gente ospitale. Mi hanno già chiamato da un agriturismo di Follonica per esser sicuri che non dimenticassi di andare a dormire da loro».
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Dei suoi risparmi usa solo i tre euro al giorno. «Il resto ho dato disposizione che venga donato agli orfani della Siberia e del Sud America. Ma quando io non ci sarò più».
Cosa che Janus ha anch’essa – per quanto possibile – pianificato. «Dopo la provincia di Grosseto mi imbarcherò da Civitavecchia con una nave cargo – racconta – e raggiungerò lo stretto di Panama. La prossima tappa sarà l’America del sud fino alla Terra del fuoco. Ho calcolato che impiegherò 4 anni. Se quando finisco sarò ancora vivo, andrò in Australia e lì starò tre anni. Dopo sarò in Cina. Vorrei essere a Pechino per i miei 92 anni. Poi partirò per Bora Bora ed è lì che voglio finire il mio viaggio. Vorrei morire in un’isola dell’Oceania, appunto. Morire da uomo libero».
River resta nel Grossetano un mese. Dopo Capalbio, Orbetello, Argentario e Grosseto sarà a Castiglione della Pescaia, Scarlino, Follonica, Massa Marittima, Gavorrano, Roccastrada, Civitella, Campagnatico, Cinigiano, Scansano, Manciano, Pitigliano. In città ha incontrato il presidente della Pro loco Umberto Carini, ha pranzato al Caffè Carducci («il più grande piatto di tagliatelle d’Italia») e ha alloggiato all’hotel Maremma.
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