Il Tirreno

Grosseto

mare amore mio

Unicoop Tirreno: "Da oltre trent’anni inesauribile passione per l’ambiente"

Francesca Ferri
Il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami
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Il presidente di Unicoop Tirreno Marco Lami

I supermercati Coop toscani sono stati i primi a eliminare la plastica usa e getta, ennesima battaglia vinta sul fronte green

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GROSSETO. “Mare Amore Mio”, il gioco firmato Il Tirreno che premia gli stabilimenti balneari maremmani e li segue nella fase di passaggio al plastic free, ha un “motore” speciale. Sponsor principale è Unicoop Tirreno, che mette in palio un generosissimo montepremi: il primo premio, una macchina erogatrice d’acqua dal valore di 2.500 euro, 500 borracce d’acqua, cinque aperitivi. E metterà in palio il premio Stabilimento sostenibile assegnato da Festambiente il 17 agosto. Non è un caso.

Da oltre trent’anni Coop è in prima linea nella difesa dell’ambiente. Il Tirreno ha incontrato il presidente Marco Lami.

A quando risale la prima campagna per l’ambiente e da cosa è scaturita?

«Coop porta avanti campagne per la difesa dell’ambiente dagli anni ’80. Diciamo da tempi non sospetti, quando parlare di ecologia non era di tendenza, anzi: era normale gettare i rifiuti per terra. Nei nostri archivi ci sono locandine di quaranta anni fa che invitano i clienti e non abbandonare le borsine della spesa o campagne contro il fosforo nei detersivi. I nostri soci da sempre si impegnano in attività ecologiche e all’ambiente è dedicato un capitolo della nostra Carta dei Valori».

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Quali sono state le azioni più importanti di Unicoop per la tutela ambientale?

«L’azione per noi più importante è l’informazione, ossia dare alle persone gli strumenti per orientarsi nella scelte di consumo quotidiano. Scriviamo sulle confezioni come si smaltiscono i materiali, utilizziamo un impianto fotovoltaico per la sede, favoriamo la raccolta di olio esausto, incentiviamo l’uso di borse riutilizzabili per la spesa. Da oltre trenta anni organizziamo laboratori di educazione al consumo consapevole nelle scuole, perché i ragazzi sono il nostro futuro. E i prodotti biologici sono anche ecologici per loro natura, mentre il km zero, oltre a sostenere l’economia del territorio, riduce trasporto e stoccaggio della merce e, di conseguenza, l’inquinamento».

Come hanno accolto i clienti, in questi anni, questo impegno di Unicoop?

«Soci e clienti ci stimolano ogni giorno a fare meglio e a impegnarci ancora di più. C’è un’attenzione crescente verso i temi ecologici, tante persone ci scrivono per criticarci o per farci i complimenti. Ci riconoscono un ruolo da protagonista quando si parla di difesa ambientale e questo ci rende orgogliosi. Le vendite di prodotti biologici ed ecologici sono in continua crescita».

Unicoop Tirreno è stata la prima a eliminare dagli scaffali stoviglie usa e getta in plastica. Quali supermercati sono oggi “plastic free”?

«Tutto è iniziato all’Isola d’Elba, dove abbiamo sei supermercati. Era lo scorso maggio e stavano uscendo le prime ordinanze comunali contro la plastica usa e getta. Ci siamo detti “Proviamo!”, e siamo stati subito sommersi di richieste dagli altri territori. Il secondo supermercato è stato Castiglione della Pescaia e, a seguire, tutti i punti vendita toscani».

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L’iniziativa è sicuramente lodevole, ma è facile immaginare che sia un impegno oneroso. Che costi ha affrontato Unicoop per rinunciare alla plastica? E come è riuscita a coinvolgere i fornitori in questo nuovo percorso? Come l’hanno presa i fornitori di plastica usa e getta?

«I fornitori di plastica erano all’erta da tempo. Sapevano che si sarebbero dovuti adeguare alla normativa europea che entrerà in vigore nel 2021 e che noi abbiamo anticipato. La maggior parte sta convertendo la produzione verso materiali ecocompatibili. Piatti e bicchieri biodegradabili costano di più rispetto alla plastica, ma questo era nel conto. Da parte nostra cercheremo come sempre le soluzioni migliori anche rispetto al prezzo».

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Le norme ancora non lo impongono, ma va da sé che la prossima sfida sarà quella di eliminare anche le bottiglie di plastica. State elaborando qualche percorso?

«Noi non intendiamo demonizzare la plastica e cerchiamo di evitare termini come zero plastica o plasti free. La plastica è fondamentale nel nostro quotidiano ed è un materiale eccellente per la conservazione del cibo e dei liquidi. In più ci sono varie tipologie di plastica che, se correttamente smaltita, viene riciclata e ritorna in uso, secondo i principi dell’economia circolare. Cerchiamo di ridurre gli sprechi, quello sì, e gli imballaggi inutili. Valutiamo le alternative biodegradabili e scegliamo la plastica riciclata, come le nostre nuove bottiglie di acqua a marchio Coop, che hanno debuttato ai concerti di Jovanotti, e sono fatte col 30% di Pet riciclato. Sostituiremo dove possibile l’usa e getta con il riutilizzabile, come le borse per la spesa o i piatti di ceramica e i bicchieri di vetro che abbiamo rimesso alla mensa aziendale e nei bar ristoranti Ricò. Difendere l’ambiente richiede impegno e i materiali biodegradabili non possono diventare un alibi quando la via migliore è usare, lavare e riusare di nuovo». —


 

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