Il Tirreno

Grosseto

la polemica 

Ariganello entra nel cda di Fiora Azzi e Ulmi vanno all’attacco

2 MINUTI DI LETTURA





grosseto. Il capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Follonica Roberto Azzi interviene sulla questione della presunta incompatibilità del segretario del Pd Gesué Ariganello nel ruolo di consigliere del consiglio di amministrazione di Acquedotto del Fiora.

«In questi giorni ho letto numerosi attacchi alla Lega da parte del Pd – afferma Azzi – ma non ho letto risposte ai colleghi consiglieri Massimo Di Giacinto e Charlie Lynn sulla presunta incompatibilità di Gesuè Ariganello nel suo nuovo incarico. È una posizione che come partito condividiamo pienamente».

Azzi ritiene che sulla vicenda ci sia più di un sospetto di infondatezza. «La Legge Severino è chiara – afferma Azzi– e non basta che Ariganello non abbia accettato l’elezione a consigliere comunale, ruolo che ha ricoperto fino a poche settimane fa».

«Mi sembra chiaro –aggiunge – che il silenzio del Pd celi un grande imbarazzo, a partire da quello sul depuratore di Follonica dove l’Acquedotto del Fiora è chiamato alle sue responsabilità».

«Credo che il silenzio di Ariganello sulla vicenda – continua il consigliere follonichese capogruppo della Lega – ma anche del Pd che lo ha nominato, o forse sarebbe meglio dire che si è autonominato, visto il suo ruolo di segretario provinciale sia un silenzio fin troppo rumoroso che, probabilmente, sta creando imbarazzi anche a Follonica, dove solitamente la segretaria dell’Unione comunale Cinzia Tacconi è sempre pronta a intervenire per attaccare e dare lezioni agli avversari politici, a partire dalla Lega. Lo stesso potremmo dire del sindaco Andrea Benini, con il Comune che ha dato il via libera alla nomina di Ariganello».

Sulla questione interviene anche il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi: «A Grosseto per un presunto vizio sulla nomina dei revisori della Fondazione Cultura – dice Ulmi – si fa un gran rumore sia in consiglio comunale che sulla stampa – afferma il segretario del Carroccio – mentre dei dubbi sulla nomina di Gesué Ariganello ce n’è solo una minima traccia. Eppure le proporzioni dovrebbero essere invertite. A battuta mi verrebbe da dire che avesse ragione Silvio Berlusconi a crearsi i suoi spazi mediatici e di informazione, ma essendo l’Acquedotto del Fiora una società strategica credo che la vicenda meriti ben altra attenzione, ma soprattutto – conclude Ulmi – una risposta da parte di Ariganello o del Partito Democratico». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web