Italia
Quasi 4mila ettari di pineta da proteggere Abbattimenti per creare “vie” parafuoco
Venti aree in Toscana a rischio incendio: presentate le misure da 3 milioni di euro per evitare la propagazione delle fiamme
È stato presentato a Castiglione della Pescaia dall’assessore regionale Marco Remaschi il piano di prevenzione degli incendi elaborato dalla Regione Toscana per i comuni costieri della Maremma. Il piano si sviluppa in dieci anni, ha una stima iniziale di spesa di 3 milioni di euro e punta alla prevenzione di 20 aree della Toscana, comprese quelle litoranee pinetate della Maremma.
Presenti ieri i sindaci dei territori coinvolti nel progetto: il sindaco di Castiglione Giancarlo Farnetani, quello di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, la sindaca di Scarlino Francesca Travison e il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini in rappresentanza dell’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere. In platea le associazioni che si occupano di prevenzione: Vab, Bandite di Scarlino con Patrizio Biagini, Dream Italia, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri forestali con la tenente colonnello Alessandra Baldassarri, comandante dell’unità tutela forestale, accompagnata dal viceprefetto Alessandro Tortorella.
I commenti
«Se vogliamo contenere gli incendi – ha detto Remaschi – serve la coesione di tutti, istituzioni e cittadini. Abbiamo individuato 20 aree da difendere e da proteggere. Il nostro lavoro è essere a disposizione, soprattutto dei sindaci per un lavoro di squadra». «Proprio con l’assessore Remaschi – ha detto Vivarelli Colonna – il rapporto di collaborazione si è instaurato subito così come per i colleghi. Con i lavori che abbiamo fatto in questi ultimi anni i rischi di propagazione degli incendi si sono ridotti. Ma non possiamo abbassare la guardia e questo piano va nella direzione giusta». Per Castiglione è intervenuta la vicesindaca Elena Nappi: «Dobbiamo aiutare la natura con una manutenzione costante». Travison si è detta disponibile in ogni momento: «L’impegno delle Bandite di Scarlino è garantito, faremo l’impossibile». Giuntini ha sottolineato: «Il nostro territorio è decentrato rispetto a quello costiero, ma mettiamo a disposizione competenze e tecnici».
L’emergenza clima
I cambiamenti climatici, con fenomeni estremi come le ondate di calore frequenti e giornate con venti fortissimi e le mutate condizioni delle superfici forestali, sempre più soggette a fenomeni di abbandono, hanno reso pressante anche per la Toscana, e di conseguenza la Maremma, la necessità di intervenire specie nelle aree a più alto rischio. Di qui il varo dei piani, su una porzione comunque limitata della superficie boscata, che serviranno – nelle intenzioni di chi li ha redatti – a contenere gli incendi per numero ed estensione e a salvaguardare l’incolumità pubblica e l’ambiente.
I tagli
Per quanto riguarda le pinete di Marina, Principina e Castiglione della Pescaia, il piano copre una superficie di 3.637 ettari, in cui il bosco rappresenta il 73% del totale (2.655 ettari). È un’area a forte rischio, soprattutto per l’elevata presenza di insediamenti abitativi e attività turistico ricettive (camping, aree di sosta, parcheggi, accessi al mare) sotto i pini, per lo più domestico e marittimo, e con un fitto sottobosco.
Ma cosa prevede questo piano? La Regione parla di «riduzione della vegetazione» che, tradotto in termini pratici, significa disboscamento, funzionale a ridurre il rischio di incendi e a contenerli. Sono inoltre previste azioni di gestione forestale che prevedono di eliminare i pini malati e non recuperabili e quelli morti ma ancora in piedi, per favorire l’evoluzione naturale del bosco misto di latifoglie (per i dettagli vedi box a destra).
M5s contrario
E proprio questi massicci abbattimenti sono fortemente contrastati da un ampio fronte – politico e delle associazioni ambientaliste – che giudicano uno scempio il piano forestale. Tra questi il Movimento 5 stelle. «Le misure che secondo l’assessore regionale Marco Remaschi dovrebbero essere utili per l’antincendio boschivo in realtà ignorano tutta una letteratura scientifica basata sulla maggiore cura della biodiversità e la minor ingerenza possibile da parte dell’uomo nel tessuto boschivo e l’inutilità delle linee tagliafuoco e molti altri aspetti», dice la consigliera regionale M5s Irene Galletti. «Le azioni proposte in questi piani e già utilizzate in passato – prosegue – non si sono rivelate efficaci né per la prevenzione, né per la lotta attiva agli incendi. La Regione difende l’ambiente a parole, poi invece stronca i polmoni verdi del nostro territorio, habitat e spesso anche la biodiversità. Siamo a fianco dei nostri consiglieri comunali di Grosseto e Castiglione che, in sintonia con i comitati locali, si sono opposti a questa linea d’indirizzo che avrà come unica soluzione la devastazione del paesaggio».
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