Il Tirreno

Grosseto

Quasi 4mila ettari di pineta da proteggere Abbattimenti per creare “vie” parafuoco

Enrico Giovannelli
Quasi 4mila ettari di pineta da proteggere Abbattimenti per creare “vie” parafuoco

Venti aree in Toscana a rischio incendio: presentate le misure da 3 milioni di euro per evitare la propagazione delle fiamme 

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È stato presentato a Castiglione della Pescaia dall’assessore regionale Marco Remaschi il piano di prevenzione degli incendi elaborato dalla Regione Toscana per i comuni costieri della Maremma. Il piano si sviluppa in dieci anni, ha una stima iniziale di spesa di 3 milioni di euro e punta alla prevenzione di 20 aree della Toscana, comprese quelle litoranee pinetate della Maremma.

Presenti ieri i sindaci dei territori coinvolti nel progetto: il sindaco di Castiglione Giancarlo Farnetani, quello di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, la sindaca di Scarlino Francesca Travison e il sindaco di Massa Marittima Marcello Giuntini in rappresentanza dell’Unione dei Comuni delle Colline Metallifere. In platea le associazioni che si occupano di prevenzione: Vab, Bandite di Scarlino con Patrizio Biagini, Dream Italia, oltre ai vigili del fuoco e ai carabinieri forestali con la tenente colonnello Alessandra Baldassarri, comandante dell’unità tutela forestale, accompagnata dal viceprefetto Alessandro Tortorella.

I commenti

«Se vogliamo contenere gli incendi – ha detto Remaschi – serve la coesione di tutti, istituzioni e cittadini. Abbiamo individuato 20 aree da difendere e da proteggere. Il nostro lavoro è essere a disposizione, soprattutto dei sindaci per un lavoro di squadra». «Proprio con l’assessore Remaschi – ha detto Vivarelli Colonna – il rapporto di collaborazione si è instaurato subito così come per i colleghi. Con i lavori che abbiamo fatto in questi ultimi anni i rischi di propagazione degli incendi si sono ridotti. Ma non possiamo abbassare la guardia e questo piano va nella direzione giusta». Per Castiglione è intervenuta la vicesindaca Elena Nappi: «Dobbiamo aiutare la natura con una manutenzione costante». Travison si è detta disponibile in ogni momento: «L’impegno delle Bandite di Scarlino è garantito, faremo l’impossibile». Giuntini ha sottolineato: «Il nostro territorio è decentrato rispetto a quello costiero, ma mettiamo a disposizione competenze e tecnici».

L’emergenza clima

I cambiamenti climatici, con fenomeni estremi come le ondate di calore frequenti e giornate con venti fortissimi e le mutate condizioni delle superfici forestali, sempre più soggette a fenomeni di abbandono, hanno reso pressante anche per la Toscana, e di conseguenza la Maremma, la necessità di intervenire specie nelle aree a più alto rischio. Di qui il varo dei piani, su una porzione comunque limitata della superficie boscata, che serviranno – nelle intenzioni di chi li ha redatti – a contenere gli incendi per numero ed estensione e a salvaguardare l’incolumità pubblica e l’ambiente.

I tagli

Per quanto riguarda le pinete di Marina, Principina e Castiglione della Pescaia, il piano copre una superficie di 3.637 ettari, in cui il bosco rappresenta il 73% del totale (2.655 ettari). È un’area a forte rischio, soprattutto per l’elevata presenza di insediamenti abitativi e attività turistico ricettive (camping, aree di sosta, parcheggi, accessi al mare) sotto i pini, per lo più domestico e marittimo, e con un fitto sottobosco.

Ma cosa prevede questo piano? La Regione parla di «riduzione della vegetazione» che, tradotto in termini pratici, significa disboscamento, funzionale a ridurre il rischio di incendi e a contenerli. Sono inoltre previste azioni di gestione forestale che prevedono di eliminare i pini malati e non recuperabili e quelli morti ma ancora in piedi, per favorire l’evoluzione naturale del bosco misto di latifoglie (per i dettagli vedi box a destra).

M5s contrario

E proprio questi massicci abbattimenti sono fortemente contrastati da un ampio fronte – politico e delle associazioni ambientaliste – che giudicano uno scempio il piano forestale. Tra questi il Movimento 5 stelle. «Le misure che secondo l’assessore regionale Marco Remaschi dovrebbero essere utili per l’antincendio boschivo in realtà ignorano tutta una letteratura scientifica basata sulla maggiore cura della biodiversità e la minor ingerenza possibile da parte dell’uomo nel tessuto boschivo e l’inutilità delle linee tagliafuoco e molti altri aspetti», dice la consigliera regionale M5s Irene Galletti. «Le azioni proposte in questi piani e già utilizzate in passato – prosegue – non si sono rivelate efficaci né per la prevenzione, né per la lotta attiva agli incendi. La Regione difende l’ambiente a parole, poi invece stronca i polmoni verdi del nostro territorio, habitat e spesso anche la biodiversità. Siamo a fianco dei nostri consiglieri comunali di Grosseto e Castiglione che, in sintonia con i comitati locali, si sono opposti a questa linea d’indirizzo che avrà come unica soluzione la devastazione del paesaggio».


 

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