Il Tirreno

Grosseto

In 36 anni predate 500 pecore La politica ha ucciso la pastorizia

fiora bonelli

Lo sfogo amaro di Fernando Tizzi, storico pastore di Saturnia dopo l’ennesimo attacco al suo gregge lo scorso mercoledì 

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la protesta

fiora bonelli

«Avete vinto. Siete riusciti a distruggere la pastorizia. Ormai non c’è più nulla da fare». Fernando Tizzi, allevatore storico di Saturnia, si rivolge alla politica, agli ambientalisti e anche, polemicamente, alle associazioni di categoria dopo l’ultima predazione di mercoledì 31 luglio, consumata davanti al forno del suo podere della Bacciolina. Tizzi riferisce che dal 6 settembre 1983 ha perduto 500 pecore per attacchi da predatori. «Tutti denunciati e supervisionati – dice – e, se all’inizio pensavo che qualcosa per noi pastori sarebbe stato fatto, ora so che sbagliavo. Tutto è perduto. Ha vinto la politica che non ha mosso un dito, hanno vinto gli ambientalisti che hanno combattuto con successo per lasciare che il lupo infestasse pascoli e campi coltivati, hanno vinto le associazioni che non sono riuscite o non hanno voluto risolvere la questione».

E in proposito osserva: «Nell’ultimo giornalino della Cia si dice che la Cia come Confederazione e anche come allevatori mai ha chiesto l’eradicazione del lupo dai territori. Invece il sottoscritto, che è stato socio della Cia, ha chiesto molte volte, in sedi pubbliche e di continuo in tantissimi anni, che il lupo fosse eradicato dai pascoli e protetto nelle zone non occupate dalla pastorizia e che fosse dichiarato nocivo agli allevamenti. Ma, sebbene mi sia esposto sempre e in ogni evento davanti a decine di persone, mai sono stato ascoltato. La cultura contadina è morta. E la responsabilità non è certo dei pastori». Tizzi porta numeri agghiaccianti a testimonianza della fine di un settore che è stato, in un passato non lontano, serbatoio di lavoro e di possibile economia redditizia per l’entroterra: «Nel 1983 solo qui a Saturnia e dintorni eravamo una sessantina di aziende di allevamento. Oggi siamo rimasti in 11. Proprio in questi giorni altre quattro aziende hanno chiuso i battenti. Io con le unghie e coi denti mi picco di non chiudere, ma tutti devono sapere che in 36 anni ho visto sgozzare dai lupi 500 pecore del mio gregge. La pastorizia oggi è morta. Ci hanno tappato la bocca coi cani da guardianìa e con le reti antilupo, sapendo benissimo che sono misure capestro per la pastorizia. La nobile cultura contadina è stata vilipesa e uccisa». —

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