Il Tirreno

Grosseto

Allarme per fuoriuscita di acido solforico a Scarlino, ma Arpat rassicura: vapore acqueo

Allarme per fuoriuscita di acido solforico a Scarlino, ma Arpat rassicura: vapore acqueo

Andrea Benini (Follonica) e Francesca Travison (Scarlino) in prefettura vogliono i "dati puntuali di tutte le centraline a disposizione" dopo l'incidente avvenuto alla Nuova Solmine. La nota di Arpat: "Dalle rilevazioni risultano concentrazioni inferiori ai giorni in cui non vi erano state segnalazioni"

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SCARLINO. Non è stata una fuoriuscita di anidride solforosa ma di vapore acqueo quella che ha fatto scattare l'allarme giovedì 1 agosto nella zona del Casone di Scarlino. Lo afferma l'Arpat in una nota in cui spiega che il boato che si è sentito provenire dalla Nuova Solmine è legato "all'apertura delle valvole di sicurezza della parte produzione energia e quindi si trattava di vapore acqueo".

Ecco la nota dell'Arpat: "Non vi è stata una fuoriuscita di anidride solforica (So2) dalla Solmine se non quella che normalmente fuoriesce in avvio di impianto, in quanto l'impianto era stato fermato per manutenzione elettrica della linea nazionale. Il forte rumore sentito da Follonica era dovuto alla apertura delle valvole di sicurezza della parte produzione energia e quindi si trattava di vapore acqueo", scrive Arpat in una nota dopo i sopralluoghi. L'agenzia sottolinea, in una nota, che "la sirena di allarme non era quella di Solmine, che non ha mai attivato alcun allarme, ma della ditta confinante, Venator ex Tioxide, per confinamento, in quanto due dipendenti Venator hanno sentito la presenza di anidride solforica. Dai nostri controlli dei dati delle centraline per la qualità dell'aria poste a Scarlino scalo e Puntone di Follonica non risultano concentrazioni di So2 significative, anzi sono inferiori a giorni in cui non vi erano state segnalazioni".

Intanto l'Asl ha precisato che sono stati tre gli operai che hanno fatto ricorso alle cure mediche in seguito al guasto nell'impianto della Solmine: "Stanno tutti bene", due sono in osservazione in ospedale. "Subito dopo l'accaduto i tre uomini - spiega l'Azienda sanitaria - si sono recati presso l'infermeria dell'azienda dove sono stati sottoposti a terapia con aerosol e ossigeno. Alla fine del turno, in tarda mattinata, uno dei tre operai si è presentato al pronto soccorso di Grosseto per irritazione alle prime vie aeree": gli è stato attribuito un codice verde e sono stati eseguiti tutti gli accertamenti del caso. "Più tardi un altro lavoratore è andato al punto di primo soccorso di Follonica per lo stesso motivo e dopo le prime cure è stato inviato, anche lui in codice verde, a Grosseto per ulteriori controlli. I risultati degli esami fatti non hanno evidenziato nessuna criticità, entrambi gli operai stanno bene e sono al momento sotto osservazione al Misericordia". La Asl, conclude la nota, "monitora la situazione e mette come sempre i propri servizi  a disposizione dei cittadini e delle istituzioni in caso di particolari necessità legate all'avvenimento straordinario".

In giornata si era riunito in prefettura un tavolo per approfondire l'episodio. C'erano i sindaci di Follonica Andrea Benini e di Scarlino Francesca Travison, il viceprefetto, e rappresentanti di 118, Arpat, vigili del fuoco e dell'azienda. "Durante la riunione sono stati discussi i primi dati provenienti dalle centraline di controllo dell'aria che sembrano non dover destare preoccupazione - si legge ancora - ma Arpat è già al lavoro per elaborare i dati definitivi che saranno diffusi nel pomeriggio", come è poi avvenuto. Benini e Travison spiegano di aver "chiesto i dati puntuali di tutte le centraline a disposizione; sia quelle nel perimetro dell'impianto, che, soprattutto, quelle vicine ai centri abitati dei nostri comuni. Vogliamo esercitare il nostro ruolo di controllo senza dare niente per scontato e nella massima trasparenza nei confronti dei cittadini che meritano risposte esaustive". Per i sindaci, "è evidente che il rumore della sirena sentito ieri sera abbia destato forte preoccupazione; per questo ci siamo immediatamente mossi per chiedere chiarezza sia all'azienda, che agli enti preposti al controllo, in modo da poter rispondere alle richieste dei cittadini". Dai dati a ora disponibili della Asl, si legge ancora, non risultano accessi da parte di cittadini ma solo dei due operai Venator rimasti leggermente irritati alle prime vie aeree.

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di Redazione web