Gioco
Fondazione: revisori nominati senza il parere della minoranza
A chiedere delucidazioni al sindaco sono i consiglieri del Pd e Lista Mascagni Lo statuto prevede che la scelta del presidente e di due membri vada discussa
La Fondazione Grosseto cultura è azzoppata? Questo il dubbio sotteso a un’interrogazione presentata da gruppi consiliari del Pd e della Lista Mascagni sindaco in merito alla nomina dei componenti del collegio dei revisori spettanti al socio pubblico, cioè al Comune di Grosseto, in cui si chiede perché l’amministrazione non abbia rispettato la procedura prevista dallo statuto della fondazione, che chiede che per queste nomine il Comune debba sentire le indicazioni delle opposizioni. Parere evidentemente obbligatorio, seppure non vincolante.
In seconda battuta Pd e Lista Mascagni chiedono cosa intenda fare l’amministrazione per sanare questa irregolarità e garantire alla Fondazione Grosseto Cultura una piena funzionalità. Cosa succederebbe infatti – è la preoccupazione delle opposizioni di centrosinistra – se qualcuno dovesse contestare formalmente le scelte della fondazione? La questione, contenuta in un’interrogazione, era stata sollevata nell’ultimo consiglio comunale. Il 4 luglio l’assemblea della Fondazione Grosseto Cultura ha nominato il nuovo collegio dei revisori, l’organo di vigilanza e controllo che sovraintende all’attività della Fondazione garantendone la regolarità contabile, ma non solo. Si tratta di un organismo indipendente, composto da professionisti, per i quali è previsto un compenso e un rimborso spese e lo statuto della Fondazione stabilisce che al Comune di Grosseto, socio fondatore, spetti la nomina del presidente del collegio e di due componenti, uno effettivo ed uno supplente. Una nomina che, a norma di statuto, dovrebbe essere preceduta da una consultazione dell’opposizione. «Ebbene – scrivono i consiglieri comunali di Pd e Lista Mascagni Sindaco – nulla di tutto questo è accaduto, avendo il Comune di Grosseto snobbato platealmente le prerogative delle minoranze consiliari procedendo alla nomina dei revisori senza aver preventivamente sentito le opposizioni».
I consiglieri ricordano anche che «in gioco c’è un ente che assolve a funzioni di grande importanza per la nostra comunità, e ci sono pure tanti soldi pubblici da gestire. L’amministrazione comunale copre infatti oltre la metà del bilancio della Fondazione, e la sola dotazione ordinaria nel 2018 è stata di 375mila euro». Vivarelli Colonna viene accusato di aver gestito la vicenda con leggerezza. Non si tratta solo di una cosa formale, o di uno sgarbo istituzionale, ma di una violazione delle norme statutarie della fondazione che «potrebbero inficiare la legittimità della nomina del collegio e la stessa funzionalità della Fondazione, almeno fin quando questa situazione non sarà sanata. Non possiamo rischiare – concludono le opposizioni di centrosinistra – di trovarci con la Fondazione “azzoppata”, specie ora che si avvicinano scadenze delicate come l’inaugurazione della collezione Luzzetti». —
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