Gioco
Cala Galera finisce sotto la lente dell’autorità anticorruzione
Nel mirino il via libera del Comune all’affidamento diretto per lavori da 11 milioni e il prolungamento trentennale della concessione. La Marina: «Siamo tranquilli»
Gli occhi di Anac – l’agenzia nazionale anticorruzione – sono puntati su Cala Galera. Lo ha reso noto il sindaco di Monte Argentario Franco Borghini, durante l’ultima seduta del consiglio comunale. «Il 14 luglio il Comune ha ricevuto da Anac – dice Borghini – un annuncio nel quale veniva data notizia dell’avvio di un procedimento sulla pratica relativa alla proroga di 30 anni della concessione a Cala Galera». L’Anac ha chiesto al Comune «per quale motivo – dettaglia Borghini – non sia stata fatta una gara a evidenza pubblica prima di consentire la prosecuzione della concessione per un periodo così lungo».
Ma c’è dell’altro che precede quest’ultima richiesta di chiarimento avanzata da Anac. Le luci dell’Authority su Cala Galera si accendono dopo che l’Amministrazione Borghini aveva chiesto all’Agenzia un parere su un’altra questione. «Siamo ricorsi al parere dell’Anac – dice il sindaco – in riferimento a una lettera del dicembre 2017 (Amministrazione Cerulli), scritta dall’allora segretario comunale, che comunicava a Cala Galera che “nelle procedure di esecuzione degli appalti conseguenti le opere per 11 milioni di euro derivanti dalla concessione poteva procedere a prescindere dal codice degli appalti”» cioè Cala Galera poteva procedere con affidamento diretto. L’amministrazione Borghini aveva ritenuto «sbagliato» questa modalità e aveva chiesto quindi delucidazioni a Anac. A questo quesito, Anac ha risposto che «Cala Galera dovrà adeguarsi al codice degli appalti». Di più: «In riferimento all’affidamento diretto in concessione della gestione del porto e della realizzazione delle infrastrutture – scrive l’Agenzia anticorruzione – e considerato che l’amministrazione di Monte Argentario dichiara perplessità sulle procedure adottate, si trasmette il fascicolo agli uffici di vigilanza perché agiscano per quanto di loro competenza».
Anac ha poi ravvisato anche gli estremi per dare avvio a un procedimento di verifica sul prolungamento di 30 anni e senza un bando della concessione. Il Comune ha quindi trasmesso tutti gli atti relativi al prolungamento della concessione – gli atti con cui per altro l’Amministrazione Borghini ha annullato il prolungamento deciso dalla giunta Cerulli – le memorie difensive redatte per il ricorso al Tar proposto dalla società Marina di Cala Galera, i documenti relativi alla proroga e i vari pareri. Gli stessi atti, Anac li ha chiesti anche alla società Marina di Cala Galera. «La società – spiega l’avvocato Niccolò Travia, legale rappresentante della Marina di Cala Galera – è tranquilla perché ritiene che il Codice degli Appalti non si applica al caso di Cala Galera». Anac si pronuncerà entro febbraio.
Di recente il Tar ha emesso una sentenza che vede perdente il Comune sull’annullamento del prolungamento di 30 anni. «In realtà – commenta Borghini – si tratta di una sentenza che non dice che è illegittimo l’annullamento ma interpreta il decorso del tempo per agire in autotutela: la determina che concede la proroga è dell’8 maggio 2017, quella del rilascio della proroga è del 25 maggio. L’atto di annullamento della proroga è del 22 novembre 2018. Se i tempi si fanno decorrere dalla determina che ha effettivamente concesso la proroga il nostro annullamento è avvenuto nei termini». –
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