Il Tirreno

Grosseto

l’ex prsidente dell’ordine 

Bonacchi, addio amaro «L’Avvocatura non è un centro di potere»

A.F.

«Bisognava replicare a questa calunnia della Cassazione» Riconoscenza e gratitudine verso i suoi collaboratori

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GROSSETO. «Per levarti la poltrone ci voleva una legge ed una sentenza del giudice delle leggi!». Si apre così la lettera scritta da Luigi Bonacchi, avvocato, ormai ex presidente dell’Ordine forense grossetano, dicendo che questa frase gliel’ha detta qualche collega. «Il senso della frase è offensivo, ma provo a spiegare perché per me non lo è», prosegue Bonacchi, che ha dovuto lasciare la guida (ora il presidente è Carlo Valle), dopo che una sentenza della Cassazione ha dichiarato l’illegittimità per i presidenti uscenti di poter correre per un terzo mandato consecutivo. Sentenza che ha suscitato il lui «un senso di tristezza», divenuto «profondo dispiacere» quando si è reso conto che l’Avvocatura «non è insorta» contro il parere della Cassazione. La lettera pubblicata sul sito dell’Ordine degli avvocati di Grosseto è un congedo da parte di Bonacchi, in esprime tutta la propria «riconoscenza e gratitudine» ai colleghi che ha conosciuto e con cui ha collaborato nel corso della sua presidenza. «Non ho mai vissuto in consiglio tra veleni e impugnazioni e l’ho ora lasciato come una cosa preziosa a chi saprà spero averne cura – si legge nel testo – La mia porta è stata sempre aperta per un consiglio, un confronto e pure per tante chiacchiere… ma credete, ci vogliono anche quelle».

Ma il congedo non si esaurisce con i ringraziamenti e i saluti. C’è anche l’amaro commento per quella poltrona e quella sentenza di cui si fa riferimento nella frase iniziale, pronunciata dalla Cassazione dopo i ricorsi arrivati da Benevento e Ariano per il terzo rinnovo consecutivo dei rispettivi consigli. I giudici hanno sancito l’illegittimità di questo terzo mandato e nell’articolato dispositivo c’è un passaggio che non è sfuggito a Bonacchi, là dove la Cassazione scrive che la decisione mira anche ad «evitare il pericolo di una cristallizzazione delle posizioni di potere». Parole amare come il fiele per l’ex presidente grossetano. «Oggi – scrive - che una sentenza della Cassazione parla dei consigli dell’Ordine degli avvocati come di centri di potere o di rendite di posizione non posso che sentire forte un senso di tristezza per la gravità, la superficialità e ingiustizia di tale apodittica affermazione». Ma c’è di più. «Tutto questo diventa profondo dispiacere – continua Bonacchi – quanto prendo atto che l’Avvocatura non è insorta unita contro questa calunnia, soprattutto contro questa motivazione che sconfina in spazi “ideologici” e perde così autorevolezza e terzietà il contenuto della sentenza».

Ecco perché per Bonacchi non è offensiva la frase iniziale. Anzi, in chiusura cita le parole del presidente nazionale dell’ordine forense Andrea Moscherin, quando dice che «i consigli dell’Ordine andranno sempre più valorizzati». «Spero che questo vento nuovo sia davvero positivo – è la chiosa di Bonacchi – che i colleghi che si impegneranno nell’attività ordinistica lo facciano anche con il mio spirito, ma siano pure rappresentativi del foro». — A.F.

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