Attenzione
«Marina trascurata Commercio in crisi»
La protesta dei negozianti contro i troppi mercatini si allarga «Nessun investimento per questa frazione e per il turismo»
marina di grosseto. Non solo mercatini. Il malcontento di alcuni commercianti di Marina di Grosseto, per gli affari che quest’estate vanno maluccio, si allarga a macchia d’olio e finisce per alimentarsi non solo della concorrenza della bancarelle ma anche, e soprattutto, per una trascuratezza generale – così la percepiscono i diretti interessati – dell’amministrazione per la frazione.
La protesta è scoppiata qualche giorno fa quando Raffaella Rosini, titolare del Maison 27, negozio di articoli in stile provenzale in via XXIV Maggio, ha attaccato un cartello al portone del negozio: «In una situazione precaria commercialmente si sono aggiunte scelte a dir poco infelici dell’amministrazione comunale, quali quella di imporre mercatini commerciali di varia natura per tutto il periodo estivo, ci vediamo costretti a cessare la nostra attività». Raffaella ha dovuto ridurre l’orario e mettere a part time una dipendente assunta con il full time.
Raffaella non è sola. Diversi altri commercianti si sono uniti alla sua protesta, tanto che venerdì scorso una delegazione ha incontrato l’assessore al commercio Riccardo Ginanneschi che ha voluto fare il punto sulle criticità della frazione, insieme anche alla Pro loco, a Confesercenti e Confcommercio. Ginanneschi si è impegnato a riconvocare a settembre i commercianti e le associazioni per migliorare la programmazione dei mercatini. Ha tuttavia sottolineato – in una nota divulgata dopo l’incontro – come le bancarelle siano state largamente volute e caldeggiate da una parte dei commercianti stessi e come la stessa Pro loco abbia potuto organizzare molti eventi proprio grazie agli introiti provenienti dai mercatini. Eppure la protesta di Raffaella e del fronte dei contrari non si placa.
«Artieri, hobbisti, mercato commerciale: su sessanta giorni a disposizione ci sono 52 giorni di mercatini – si sfoga Raffaella –. Ma non sono i mercatini a portare gente a Marina: la gente c’è perché è estate. Ovvio che bar e ristoranti non si lamentano, ma vorrei vedere se ogni fine settimana gli organizzassero davanti la festa del gelato, la festa della pizza, la festa della birra. Non c’è condivisione rispetto alle iniziative».
Anche Luigi Prisco, titolare di tre negozi di casalinghi, biancheria e abbigliamento in via XXIV Maggio, annuncia che chiuderà. Ma lui non è convinto che il problema siano solo i mercatini. «Quelli sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso – dice Luigi – Qui sono anni che non si fa niente, qualsiasi attività faccia una proposta glielo impediscono perché ci sono regole troppo rigide. Tutte le attività soffrono, sono anni che va sempre a calare perché non c’è niente che attira il turista. Io vorrei vedere gente che arriva qua ed è felice e viene a comprare nel mio negozio. Invece arrivano di cattivo umore perché non c’è niente da fare, ci sono le strade rotte, e non comprano nulla. L’unico evento che ricordo sono le Frecce Tricolori».
Tra gli stessi commercianti, tuttavia, il fronte non è del tutto compatto. Sergio Maggini, titolare di Manida, ha ricevuto delle critiche per gli espositori che tiene in strada. «Qualcuno all’audizione con l’assessore ha denigrato il mio negozio dicendo che è indecoroso perché abbiamo gli espositori sul marciapiede. Indecoroso? Io raccolgo piuttosto le lamentele della gente per le case in affitto dove non ci sono nemmeno le posate, per le strade con le buche, per i cassonetti sfondati. Questo tiene alla larga i turisti». —
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