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Scopre un tesoro di antichi libri che erano finiti nella discarica

Fiora Bonelli
Scopre un tesoro di antichi libri che erano finiti nella discarica

L’archeologo Scaramucci trova nell’immondizia volume autografato da Marinetti Il padre del Futurismo l’aveva donato a Notari, ideatore del monumento ai Caduti

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“Omaggi futuristi” per Castel del Piano firmati da Filippo Tommaso Marinetti in persona.

Ripesca nei cassonetti dell’isola ecologica di Siena sette sacchi di libri d’epoca appartenuti all’architetto di Castel del Piano Francesco Notari – che progettò, nei primi Anni Venti del Novecento, del monumento ai caduti di Castel del Piano – e fra gli oltre 100 volumi, spunta un’antologia futurista con dedica e firma autografa di Marinetti. Una delizia per il mercato antiquario e per i bibliofili, ma l’archeologo ricercatore dell’Università di Siena, il casteldelpianese Sem Scaramucci, che ha inseguito il tesoretto di libri con determinazione, dona quanto ha ritrovato al fondo librario di Palazzo Nerucci, che ospita la biblioteca storica di Castel del Piano.

È una storia che all’apparenza ha dell’inverosimile, con un lieto fine dovuto a coincidenze, disponibilità di alcuni e ostacoli (vani) posti da altri.

Tutto comincia la mattina del 15 aprile quando, attorno alle 11, Sem Scaramucci sta andando in bicicletta all’Università. Lo racconta lui stesso, emozionato e quasi incredulo: «Percorrevo via della Sapienza – dice – quando notai sette-otto sacchi della differenziata abbandonati in strada. Da uno, già mezzo aperto, spuntavano dei libri antichi». Scaramucci dunque pensa di prenderli, ma non può farlo perché una guardia municipale lo redarguisce duramente. «Ma appena la guardia si allontana – racconta Sem – mi carico un sacchetto in spalla, sperando di poter tornare lì con un’automobile. Ma quando sono tornato sul posto, i sacchi non c’erano più: erano stati portati alla discarica». Nel sacco salvato, però, c’era un testo prezioso. Un libro futurista con dedica di pugno di Marinetti a Francesco Notari: «Quel nome, “Notari”, non mi pareva nuovo – racconta l’archeologo – e da una rapida ricerca ho trovato che un Francesco Notari era stato, sui primi del’900, architetto e pittore di fama, nato a Castel del Piano. Intanto però, quel giorno dovevo recarmi a Firenze e la ricerca dei sacchi scomparsi non poteva continuare».

Passano due giorni, Scaramucci ha ancora in testa il nome Notari, per cui chiama l’amica Fiora Imberciadori che a Castel del Piano guida Palazzo Nerucci con Giovanna Longo. Dagli indizi – compresa una cartolina stampata per l’inaugurazione del monumento e il nome della moglie di Notari, Maria Olivotti, ripetutamente scritto sui libri – si è certi che si tratta proprio di Notari di Castel del Piano.

Tutti insieme decidono dunque di tentare la ricerca: «Vado all’isola ecologica di Siena – prosegue Sem – ma trovo un muro. Non mi fanno entrare. Contatto Sei Toscana per avere l’autorizzazione ma mi dicono che la competenza è del Comune e mi forniscono un contatto. Mi precipito all’ufficio divisione ambiente, che ufficialmente ringrazio per la sensibilità, e mi viene dato il via libera. Armato di guanti, stavolta forniti dagli operatori avvertiti del mio arrivo, mi getto a capofitto dentro il primo enorme contenitore dell’isola ecologica. Cerco fra l’immondizia. Due ore... e trovo, miracolosamente, i sacchi. Mi carico tutto e finalmente a casa posso consultare quei libri. Riguardano un arco temporale di circa 40 anni, dai primi del 900 Agli anni ’50, con l’eccezione di un “dizionario portatile delle belle arti” del 1781 e una Histoire de la France del 1856. Alcuni hanno dediche e sicuramente il più prezioso è “I poeti futuristi” del 1912 con firma di Marinetti e dedica: “A Francesco Notari, omaggio futurista”.

La presenza di Marinetti a Siena è confermata da varie fonti: per esempio fu presidente della giuria di poesia al Festival del vino; ma non si sa se la dedica sia stata fatta in questa occasione. Un’altra chicca della collezione ritrovata è una prima edizione del 1917 scritta da Klyda Richardson Steege con dedica, che raccoglie la storia di soldati italiani nelle trincee. Una prima edizione preziosa stampata a New York che ancora oggi è ristampata per ricerche di studiosi e tesi di laurea. I circa 100 libri ritrovati da Scaramucci non si sa da dove provengano e nemmeno si sa il preché siano stati gettati.

«Noi ringraziamo Sem per il suo gesto di grande valenza culturale per il nostro paese – dice Giovanna Longo – e che arricchisce il fondo librario storico del Comune»; ringraziamenti arrivano anche dall’assessore alla cultura del comune di Castel del Piano, Renzo Rossi.

Adesso i vertici dell’Associazione Imberciadori, promettono la catalogazione e la messa in rete Biblioteche e archivi di cui palazzo Nerucci fa parte, dei testi ritrovati, affinché tutti ne possano fruire. –



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