Il Tirreno

Grosseto

in tribunale 

Palpeggiò sedicenne alla fermata del bus Condannato a 20 mesi

Francesca Gori
Palpeggiò sedicenne alla fermata del bus Condannato a 20 mesi

L’uomo, che aveva bevuto molto, si era seduto accanto a lei Le aveva chiesto un bacio sulla bocca toccandole una coscia

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In un attimo, intorno alla pensilina dell’autobus in via Unione Sovietica, si erano materializzati tre uomini, che avevano probabilmente bevuto troppo. C’era già un’altra persona, alle spalle di una ragazza allora sedicenne che era seduta sulla panchina ad aspettare che arrivasse l’autobus che l’avrebbe poi portata in centro. Un altro uomo, anche lui ubriaco, che si era messo a urinare su un cespuglio, con un cappotto a tre quarti addosso, i pantaloni abbassati fino ai piedi e uno zuccotto scuro in testa. Forse uno dei tanti disperati che abitano la città, che si muovo come fantasmi. La ragazza, che era seduta sulla panchina con l’auricolare del cellulare alle orecchie per ascoltare la musica e ingannare così l’attesa del bus lo aveva però visto. «Ma ho pensato che fosse meglio distogliere lo sguardo», aveva raccontato alla polizia. Era il 14 marzo 2015 quando, alle 15, erano comparsi davanti a lei altri tre uomini, che si muovevano barcollando per il troppo vino bevuto. Erano dall’altra parte della strada, completamente sdraiate sul muro della farmacia difronte quando uno di loro, camminando con difficoltà, ha raggiunto la giovane e si è seduto accanto a lei. Puzzava di alcol e la ragazza, che aveva cominciato a preoccuparsi, si è allontanata restando però seduta sulla panchina quando lui si è avvicinato allungando una mano e cominciando a toccarle una coscia fino all’inguine. «Impaurita per questa situazione sono rimasta pietrificata e immobile - ha raccontato l’allora sedicenne alla polizia - mentre lui ha cominciato a chiedermi un bacio. Sono rimasta terrorizzata e mi sono voltata dall’altra parte mentre lui ha continuato a toccarmi la coscia fino all’inguine». Da via Unione Sovietica, quel giorno è passato un amico della ragazza che si è accorto che la giovane era in difficoltà. «Mi ha dato un passaggio - racconta la giovane - Ma quei quattro uomini me li sono trovati di nuovo sul pullman pochi giorni dopo. Di nuovo quell’uomo aveva ricominciato a chiedermi di baciarlo e lo stesso hanno fatto gli altri tre che erano saliti con lui». Ad aspettare la ragazza alla fermata dell’autobus c’era suo padre, al quale la giovane ha raccontato tutto e che l’ha accompagnata in questura a sporgere denuncia. I quattro bivaccavano nella zona del centro commerciale di via Inghilterra e la giovane li poteva riconoscere. Per uno di loro, Dariusz Bugajski, 53 anni di origini polacche, si è celebrato il processo: difeso dall’avvocato Alberto Vannetti, i giudici Adolfo Di Zenzo, Giovanni Puliatti e Gian Marco De Vincenzi lo hanno condannato a un anno e otto mesi di reclusione e al pagamento delle spese di giudizio. —



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