Finanza
È morto Sergio Lorenzini, restaurò la cattedrale
Venti anni fa aveva curato i lavori di Duomo e Seminario Aveva fondato l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro ed era stato presidente del Rotary
GROSSETO. Saranno celebrati domattina alle 10.30, in Duomo, i funerali di Sergio Lorenzini, 76 anni compiuti il 7 luglio, ingegnere, uno dei professionisti più conosciuti in città anche per l’impegno civile e religioso. Il rito sarà presieduto dal vescovo Rodolfo Cetoloni.
Lorenzini, sposato con la signora Rosanna e padre di Fabio ricercatore e Massimo sottufficiale dei carabinieri, era ricoverato in ospedale dopo un malore che lo aveva colto un mese fa. Era stato trasportato in eliambulanza a Siena, era tornato da qualche giorno al Misericordia di Grosseto. Nipote del costruttore Natale Lorenzini, ha legato il suo nome a decine di realizzazioni di rilievo; solo per fare un esempio, uno tra i più recenti, la ripavimentazione del centro storico di Istia dOmbrone. Esigenze di spazio impediscono di ripercorrerne più dettagliatamente il lusinghiero curriculum. Ma fu lui, ricorda la Diocesi nel messaggio di cordoglio, «a svolgere il delicato incarico di direttore tecnico dei lavori di restauro che interessarono, all’inizio del millennio, la cattedrale di San Lorenzo e fu lui anche ad occuparsi del recupero del Seminario vescovile di Grosseto». Di Lorenzini la Diocesi ricorda «la testimonianza e l’impegno che Sergio ha offerto nel corso della sua vita, la sua fede genuina e il suo attaccamento profondo a questa Chiesa diocesana, che ha servito mettendo a disposizione i suoi talenti e la sua professionalità».
Fu grazie al suo impegno che venne creato a Grosseto (ne fu fondatore e delegato tra il 2004 e il 2014, ne era commendatore) l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, al quale fu ammesso il 17 febbraio 1999. Viene ricordato come sempre «presente ai più significativi momenti della vita liturgica ed ecclesiale di Grosseto, con indosso il mantello di panno bianco avorio con ricamata la grande croce scarlatta di Goffredo di Buglione, il berretto di velluto nero e col distintivo di grado, ha manifestato anche così la sua fede, il suo amore a Cristo e alla Chiesa». Nutriva un profondo attaccamento alla Terra Santa e alle opere culturali, caritative, sociali e di culto che lì vengono portate avanti dalla Chiesa.
Cordoglio anche da parte del Rotary club di Grosseto, di cui fu presidente nell’annata rotariana 2000-2001; ieri in molti hanno voluto rendere l’ultimo saluto a Sergio recandosi all’obitorio nel quale la salma era stata composta. Di lui viene ricordata «la fedeltà ai principi fondanti del Rotary International, ispirati all’amicizia, alla solidarietà e all’impegno sociale, al di sopra di ogni interesse personale». Per il club aveva presieduto numerose commissioni, era anche membro effettivo della Fondazione rotariana “Carlo Berliri Zoppi”.
Per volontà della famiglia, quanto raccolto in occasione del funerale sarà destinato all’ospedale di Betlemme, in continuità con l’impegno avuto in vita da Sergio. —
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