Lutto
Allarme sulle strade Invasione di caprioli in cerca di acqua
Attraversano all’improvviso anche di giorno per trovare i luoghi in cui abbeverarsi oppure si rincorrono: è il periodo degli amori. Ennesimo incidente
orbetello. Auto che si scontrano contro caprioli o cinghiali. Ormai non si contano più i casi di vetture danneggiate e di animali morti sulle strade. L’ultimo incidente in ordine di tempo si è registrato ieri mattina lungo la strada del Priorato. Una donna alla guida della sua auto si è vista attraversare la strada da due caprioli. «Il primo ha attraversato la strada mentre stavo arrivando – racconta – il secondo purtroppo non sono riuscita a evitarlo, nonostante andassi piano». Per fortuna non ha riportato ferite. La macchina ha invece subito danni alla carrozzeria. Non è andata meglio al capriolo che nell’urto è morto.
Cinghiali e caprioli sono molto numerosi nella zona. Pochi giorni prima, nello stesso punto un capriolo era stato evitato per un soffio da un’altra automobilista.
Non importa che sia giorno o notte. Attraversano la strada mettendo a repentaglio la vita propria e quella di chi si trova a passare per quella strada. Non va meglio a chi transita lungo la provinciale della Parrina. È il periodo degli amori, i caprioli maschi inseguono le femmine oppure vanno in cerca di cibo e acqua. Come accade in questi casi, si ripropone il problema dei danni subiti dalle vetture che sono spesso considerevoli e che, vista la presenza dei cartelli che segnalano l’attraversamento di animali vaganti, difficilmente saranno risarciti dall’ente sotto la cui egida ricade la strada. Gli animali compaiono all’improvviso, sbucando dall’erba alta che spesso c’è sulle banchine e quindi, nonostante gli automobilisti siano avvertiti della loro probabile presenza, non riescono a evitare gli impatti.
«La caccia di selezione può contribuire a contenere il problema degli animali vaganti sulle strade – spiega Davide Senserini, presidente provinciale di Federcaccia – contenendone il numero e garantendo una corretta struttura di popolazione e la loro salute». –
Ivana Agostini
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