Sicurezza
Sorpresa a Sovana, la chiesa “nasconde” antiche terme
Il restauro di Santa Maria Maggiore è ormai terminato e nei sotterranei affiorano vasche che risalgono all’epoca romana
SOVANA. Continua a stupire il borgo mignon adagiato su uno sperone di tufo e dal fascino fuori dall’ordinario. Dopo l’eccezionale scoperta del “Tesoro di Sovana” – 498 monete d’oro del V Secolo venute alla luce nel 2004 durante gli scavi archeologici nel sottosuolo della chiesa di San Mamiliano – l’antico e glorioso passato riaffiora ancora. E lo fa con tracce tangibili che innescano molto più di una suggestione. Il restauro della chiesa di Santa Maria Maggiore – edificio sacro che si trova nella piazza principale, del Pretorio, nel cuore del borgo – è terminato da un anno; e proprio durante la messa a punto del progetto di restyling è emersa un’ipotesi che ha poi preso sempre più consistenza: i sotterranei della chiesa potrebbero nascondere delle vere e proprie terme di epoca romana. E adesso si indagherà più a fondo.
Il restyling
Grazie all’8xmille alla Chiesa Cattolica, Santa Maria Maggiore – di cui c’è traccia fin dal 1100, ed è quindi un patrimonio d’arte di valore inestimabile quanto “fragile” – è tornata all’antico splendore: tre navate di rara suggestione sono edificate a ridosso di mura etrusche con elementi dal preromanico al gotico; dalla penombra emergono il colore degli affreschi rinascimentali di scuola senese e il bianco del ciborio in travertino del X secolo. Qui è stata sistemata la copertura del tetto, restaurato il paramento murario, consolidate le colonne interne portanti, risanata la struttura dall’umidità, messo a norma l’impianto elettrico e realizzata una illuminazione a risparmio energetico. I lavori sono stati eseguiti da imprese locali accreditate a “mettere le mani” su beni di rilevanza culturale: in particolare, la Faser Restauri di San Quirico di Sorano. La spesa è stata di circa 200mila euro, di cui 150mila assicurati dall’8x mille e la quota restante dalla Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello e dalla Parrocchia.
La scoperta
E adesso? Si va avanti per una nuova avventura, forse ancor più affascinante. Mettendo a punto il progetto di ristrutturazione e conducendo studi nell’ipogeo della chiesa si è fatta strada l’ipotesi che nei sotterranei ci siano strutture di epoca romana. «L’ipotesi più accreditata – dice al Tirreno don Marco Monari, direttore dell’Ufficio beni culturali della Diocesi – è che ci siano custodite delle terme o, comunque, una struttura legata all’acqua: i primi sondaggi hanno fatto emergere la presenza di vasche. Ora dobbiamo verificare ulteriormente, in primis con tecniche non invasive».
Prossimi passi
E la “carta” della copertura finanziaria per quella che potrebbe essere un’importante scoperta già c’è. C’è la vincita di un bando aperto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per cui il comune di Sorano, in accordo con la Diocesi di Pitigliano Sovana Orbetello, ha deciso di finalizzare il cospicuo contributo per completare lo studio e la valorizzazione dell’ipogeo, in particolare, e della chiesa prevedendo qualche ulteriore restauro. Ed è già stato firmato un protocollo d’intesa con il dipartimento di architettura dell’Università di Firenze e sotto il coordinamento di Cecilia Luschi. –
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