Il Tirreno

Grosseto

il rilancio del patrimonio storico 

Ologrammi e alta tecnologia al Cassero arriva un museo

Elisabetta Giorgi
Ologrammi e alta tecnologia al Cassero arriva un museo

L’imprenditore che ha rilevato la Fortezza ha pronto un ambizioso progetto Tutor scientifico Tomaso Montanari, la parte tecnica è del visual artist Buroni

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Ologrammi, esperienze emozionali e interattive. Parte da un’ambiziosa scommessa di modernità il rilancio del Cassero di Grosseto, la storica Fortezza sulla cinta muraria la cui concessione è stata assegnata dall’Istituzione Le Mura ad Archetipi srl, società unipersonale gestita da Alizée Del Gizzo.

Il Cassero si prepara così a rinascere grazie al nuovo aggiudicatario che punta a creare – oltre a un fitto programma di eventi – un museo “in evoluzione permanente”, dinamico e moderno. Per farlo si avvarrà del supporto tecnico di un superesperto del settore: Paolo Buroni, multivision designer e titolare di Stark, eccellenza italiana che da oltre 20 anni opera nel settore dei grandi eventi con le più innovative tecnologie di proiezione architetturale e “Interactive Experience”.

L’idea di creare un museo al Cassero – spiega l’imprenditore Guido Del Gizzo – nasce da un suggerimento di Tomaso Montanari, storico dell’arte fiorentino, editorialista e membro del consiglio scientifico degli Uffizi, nonché docente di storia dell’arte moderna all’Università per Stranieri di Siena, che ha proposto il paesaggio toscano come tema su cui organizzare una struttura espositiva. Il progetto sta prendendo forma a partire dall’evidenza che il paesaggio è un elemento in continua evoluzione e, quindi, l’obiettivo è quello di «sviluppare un progetto pilota con modalità espositive innovative», una sorta di installazione che ogni anno si traduca in esposizioni tematiche diverse sui vari aspetti del paesaggio, per rappresentare anche fisicamente l’evoluzione e mutevolezza del territorio. «Il tema sarà il paesaggio toscano con i suoi simboli come le torri costiere, i suoi stilemi come i filari di pini e cipressi e i significativi interventi moderni, come le pinete leopoldine. Un paesaggio in continua trasformazione – lo descrive Del Gizzo – che in Maremma ha sviluppato negli ultimi decenni, accanto a interventi migliorativi significativi come la Bonifica, anche grandi vulnerabilità».

Il fluire del paesaggio e i progetti per la sua trasformazione diventeranno – con la loro bellezza e fragilità – il soggetto dei futuri allestimenti espositivi che punteranno gran parte del loro impatto visivo/emozionale su proiezioni olografiche e proiezioni “immersive interattive”. Il tutto «in versione multilingue e trasferibile in contesti diversi», dice l’imprenditore, allo scopo di far dialogare e mettere in rete i vari siti di interesse storico/culturale. La parte tecnica sarà curata da Buroni, visual artist, multivision designer e proprietario di una moderna azienda italiana i cui linguaggi fondono musica, immagini, tecnologia e architettura, mentre Tomaso Montanari ha accettato di svolgere una funzione di “tutor” scientifico del progetto, a garanzia di un’iniziativa d’impresa che sia comunque basata sul rispetto della funzione culturale del monumento. —



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