«Non sono più pericolosi» Alasia, ricorso sulle confische
I giudici del tribunale hanno imposto loro di trovare un lavoro e cambiare vita «Stiamo cercando di farlo, ma con queste restrizioni non è semplice»
Il ricorso alla Corte d’appello di Firenze contro la confisca delle villette di via Scansanese e di via dei Laghi e contro l’applicazione della sorveglianza speciale decretata dai giudici del tribunale di Grosseto per alcuni membri della famiglia Alasia è già stato depositato.
L’avvocato Riccardo Lottini, che difende Mariolino Alasia, Mariuccia Alafleur e Alina Elena Rusu, moglie di Mariolino, ha scritto ai giudici della Corte d’appello per chiedere che venga annullata l’applicazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e la confisca della villetta in via dei Laghi nella quale abita la coppia. La stessa richiesta è stata fatta anche per Mariuccia Alafleur, che era stata indicata nell’ordinanza di custodia cautelare emessa nel 2016 dal giudice per le indagini preliminari di Grosseto, come il capo dell’associazione a delinquere della quale sedici componenti della famiglia degli Alasia facevano parte. In questo caso però, il tribunale di Grosseto, composto dai giudici Adolfo Di Zenzo, Gian Marco De Vincenzi e Marco Bilisari non avrebbero tenuto conto del fatto che il tribunale del riesame aveva già, il 13 aprile del 2016, annullato l’ordinanza applicativa di custodia cautelare per insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza.
Mariolino Alasia, inoltre, ha già trovato un lavoro in un ristorante, così come richiesto espressamente dal tribunale di Grosseto. E anche gli altri membri della famiglia, che furono arrestati per furto (settanta sono gli episodi tra tentati e consumati contestati al clan) si starebbero dando da fare. «Tutta questa pubblicità ci nuoce - dicono - Noi siamo disposti a cambiare vita e a trovarci un lavoro, ma questo clamore ci sta nuocendo: quando ci presentiamo a qualche colloquio ci dicono di no per i precedenti che abbiamo».
La misura di sorveglianza speciale è stata applicata per tre anni nei confronti di Mariuccia Alafleur, Angela Alafleur, Angelo Alasia, Mariolino Alasia, Mery Alasia, Orlando Alasia, Paolo Alasia, Silvano Alasia, Veronica Alasia e Kevin Cavazza; per la durata di un anno nei confronti di Pamela Fè e Alina Elena Rusu.
Nel caso di Mariolino, Alina Elena e Mariuccia, l’avvocato Lottini ha sottolineato nel ricorso presentato alla Corte d’appello che per stabilire la pericolosità sociale dei tre manca il principio d’attualità: i fatti contestati risalgono ormai a tre anni fa e (nel caso di Mariolino Alasia) l’uomo è già stato in carcere. Ciò sarebbe valido anche per quanto riguarda la confisca delle villette, costruite anni prima. Anche in questo caso, i giudici non avrebbero tenuto conto della discrasia temporale: per la confisca è infatti necessario che il bene sia stato acquistato con il provento dei furti che però sono successivi alla costruzione della casa. —
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