Il Tirreno

Grosseto

caos inceneritore 

La Regione Toscana non ferma l’iter Delusione dei sindaci

Giulia Sili

Scarlino Energia dovrà presentare nuove documentazioni Insorgono gli ambientalisti: «Non è mai stato a norma»

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Delusione e amarezza: è questo il sentimento comune dei sindaci di Follonica e Scarlino al termine dell’incontro avvenuto ieri mattina nel palazzo della Regione Toscana dove si è tenuta la conferenza dei servizi sulla questione Scarlino Energia. La speranza era che venisse chiuso una volta per tutte il capitolo inceneritore ma così non è stato: la Regione ha deciso di proseguire l’iter del procedimento istruttorio richiesto da Scarlino Energia per rinnovare le autorizzazioni all’inceneritore della piana scarlinese. Questo perché servono delle integrazioni alle richieste tecniche.

La doccia fredda era arrivata a poche settimane dalla sentenza del Consiglio di Stato che lo scorso gennaio sembrava aver messo la parola fine sulla questione inceneritore. La società che gestisce l’inceneritore, ovvero la Scarlino Energia, aveva infatti presentato in Regione le carte per la nuova autorizzazione e gli uffici, per tutta risposta, avevano dovuto automaticamente aprire un nuovo procedimento.

Il presidente della Regione Enrico Rossi aveva però stemperato gli animi: «Sono sicuro – aveva commentato a stretto giro – che il risultato del procedimento non potrà che essere negativo, sarà un no». Il no, però, stenta ad arrivare. «Siamo delusi e arrabbiati per gli esiti» ha detto il sindaco Andrea Benini all’uscita dalla conferenza alla quale ha partecipato anche l’assessora Mirjam Giorgieri. «Ci aspettavamo un percorso più logico e coerente con la sentenza, ma così non è stato. Ribadiamo con forza la nostra scelta fatta lo scorso 11 giugno di ricorrere contro l’avvio di questo iter, che in pratica si aggancia al vecchio, e sosteniamo con maggior convinzione l’opportunità del percorso intrapreso. Il procedimento non è, purtroppo, ancora chiuso ma noi continueremo a ribadire senza mezzi termini la nostra contrarietà».

Lo stesso sentimento è condiviso anche dalla sindaca di Scarlino Francesca Travison, che ieri mattina per la prima volta da quando è stata eletta ha partecipato alla conferenza di servizi relativa alla questione Scarlino Energia: «Esco profondamente amareggiata per quanto è accaduto in sede di conferenza – spiega Travison – ci aspettavamo che la Regione Toscana accogliesse la richiesta dei Comuni di Scarlino e Follonica di annullare il procedimento autorizzativo, considerata l’ultima sentenza del Consiglio di Stato».

L’ente regionale ha richiesto nuovi elaborati progettuali e ambientali a Scarlino Energia, «che contengano le integrazioni evidenziate nella sentenza per consentire alla Regione, a Arpat, e all’azienda sanitaria nonché alla conferenza dei servizi un motivato esame e autonome valutazioni istruttorie a carattere impiantistico e sanitario basate su elaborati e dati progettuali esaustivi e aggiornati», come si legge nel report della riunione di ieri. «Sulla parte relativa all’impianto sono state richieste tra le altre dettagliate motivazioni alle fuoriuscite di diossina non a norma del 2013, descrizioni particolareggiate dei forni, dei camini e dei prelievi in mare e degli scarichi nel canale Solmine – continua Travison – Altre questioni su cui la Scarlino Energia dovrà presentare degli approfondimenti riguardano il Canale e la valutazione di impatto sanitario. I Comuni di Scarlino e Follonica in base alla documentazione richiesta, presenteranno nuove osservazioni – conclude – Tutto è rimandato a settembre». Una decisione che ha fatto arrabbiare anche gli ambientalisti. «La Regione è in grande contraddizione perché non può ammettere che quell’impianto è fuori legge dal 2005 - dice Roberto Barocci del Forum ambientalista - come hanno stabilito i tecnici nei procedimenti civili presso il Tribunale di Grosseto e come sarà presto stabilito dalle relative sentenze». —

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