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Il pittore festeggia 100 anni con le sue opere in mostra
Dario Albanesi è nell’albo d’oro dell’Accademia universale Marconi di Roma La figlia Giovanna gli regala una personale per un secolo di vita: apre il 3 agosto
Una mostra per 100 anni. E sarà festa doppia. “Dario Albanesi, personale di pittura” dal 3 al 16 agosto a Castel del Piano. Non sarà una mostra come tante, ma una rassegna speciale perché questo pittore a marzo compirà 100 anni.
Cominciò a dipingere nel 1964 e la sua prima mostra ci fu nel 1974, nella galleria di Mariangela Flamini. E nella stessa galleria il pittore e la famiglia hanno scelto di presentare al pubblico il compendio e la celebrazione di una lunga carriera: «Perché venga ricordato e apprezzato ancora di più – spiega la figlia Giovanna – il suo prestigioso operato artistico e la sua grande integrità morale e di pensiero».
Sebbene Dario fosse un po’ titubante – si è sempre tenuto lontano dalle luci della ribalta, preferendo lavorare in silenzio e in modo appartato – la famiglia ha voluto questa mostra per festeggiare i 100 anni che l’artista compirà a marzo, anticipando di qualche mese il compleanno e tenendo la mostra ad agosto quando a Castel del Piano si riempie anche di turisti fra cui quei casteldelpianesi che risiedono lontano e che d’estate tornano nel paese di origine.
E tutti costoro conoscono bene Dario Albanesi. Il pittore infatti, sebbene nato a Lodi nel 1920, risiede a Castel del Piano dal 1947, anno del suo matrimonio con Diva Casciani con cui ha festeggiato tre anni or sono le nozze di ferro e che è sempre stata la sua inseparabile metà.
La famiglia Albanesi possedeva a Castel del Piano un’azienda casearia fra le più rinomate del Monte Amiata e Dario per lavorare nell’impresa di famiglia lasciò anche il suo lavoro di insegnante di scuola elementare a Grosseto.
Ma la passione per la pittura non l’ha mai spenta, ed è stata per lui una costante presenza esistenziale fin da ragazzo: e ha coltivato questo talento e questa vocazione in modo autonomo e personale. Nell’albo d’oro dell’Accademia universale Marconi di Roma dove Albanesi è segnalato, si trova scritto: “Autodidatta, nel periodo iniziale di attività si è dedicato ad esperienze neoclassiche ed impressionistiche; poi attraverso una laboriosa ricerca operativa ha raggiunto la propria identità che lo ha portato a esprimersi con figurazioni simboliche, in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione».
La mostra sarà allestita in piazza Garibaldi, nella galleria di Mariangela Flamini, sarà esposta una trentina di pezzi che ripercorrono la lunga attività di Albanesi. Le tecniche a lui predilette sono acquarello, matita, china, olio: le ha utilizzate in un lungo viaggio artistico che spazia, caricandosi di significati simbolici, all’interno di una «figurazione moderna, un po’ fiabesca, appena surreale, dove il raptus visivo, nutrito di intelligenza e fantasia, si trasforma in opera d’arte, con l’ausilio della maestria dell’impasto e della dinamica del segno». Così si legge in una delle tante critiche sulle opere di questo artista presente in tante pubblicazioni dedicate alle arti figurative e nei principali cataloghi nazionali. Il suo percorso, oltre che dai giudizi lusinghieri della critica è stato accompagnato sempre dal consenso del pubblico che lo ha premiato con numerosi presenze alle mostre che ha tenuto dall’Amiata a Milano a Reggio Calabria, da Roma a Siena a Grosseto, Firenze, Rimini e Padova. L’inaugurazione ci sarà il 3 agosto alle 17,30; la mostra resterà aperta fino al 10 agosto con orario 10 – 12, 30 e 17 – 20. —
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