Attenzione
FdI scrive a Benini «Stazione nel degrado, servono interventi»
follonica. Fratelli d’Italia guarda all’incuria della stazione di Follonica e critica l’amministrazione guidata da Andrea Benini. Per questo motivo Fdi ha inviato una lettera aperta al primo cittadino: «Ogni casa ha un suo ingresso, ogni proprietario di casa che si rispetti, lo cura orgogliosamente in attesa di nuovi ospiti che lo onorino della propria visita – scrive Edoardo Esposito, esponente follonichese di Fdi – Anche Follonica ha la sua porta d’accesso principale: la sua stazione ferroviaria che accoglie ogni giorno turisti Italiani e non».
Fdi parla di una stazione «abbandonata a se stessa». «Abbiamo goduto di una stazione luogo d’accoglienza di turisti curiosi, che si fermavano increduli, a fotografare le pensiline in ghisa al loro arrivo, sostavano qualche attimo al refrigerio delle palme di piazza Don Minzoni, per poi riprendere il cammino verso la spiaggia, passando dal meraviglioso percorso alberato di viale Matteotti. Viale Matteotti – prosegue – da luogo di gioioso collegamento col mare e memoria di una Follonica che del “Birillo” fa ancora punto di riferimento, a lugubre ribalta di eventi malavitosi, sagome tracciate in terra con il gesso ed ogni altra marcia miseria umana, sconosciuta ai nostri cittadini fino a qualche anno fa. Grazie ai nostri amministratori, di tutto questo oggi cosa rimane? – si chiede Esposito – Pensiline, marciapiedi e sottopasso, abbandonati all’incuria, sono diventati rifugio di disperati che, di notte e di giorno, soggiornano lì espletando ogni bisogno personale, fisiologico e non».
«Con tanta amarezza – continua Esposito – caro sindaco e cari amministratori vogliamo dirvi che ci avete abbandonato, che avete abbandonato la memoria della vostra città, disperdendone l’eredità ricevuta. Il nostro biglietto da visita per turisti e pendolari, è divenuto simbolo di degrado e illegalità. Intervenite, fatelo ora e fatelo con decisione, lo dovete ai vostri figli e alla memoria dei vostri nonni, ma lo dovete soprattutto al vostro onore di amministratori». —
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