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Una muta speciale sul grande schermo

Giulia Sili
Una muta speciale sul grande schermo

Pipìn Ferreiras batte il record “vestito” da Dive System La società sbarca nel film di Cameron con Jason Momoa

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massa marittima. C’è un po’ di Massa Marittima, o meglio di Valpiana, nel nuovo docufilm Netflix dedicato a Pipìn Ferreras, l’apneista cubano annoverato tra i migliori specialisti di tutti i tempi e conosciuto per essere stato il primo uomo ad essere sceso a una profondità di –171 metri in assetto variabile. Sì, perché proprio a Valpiana ha sede la DiveSystem del follonichese Paolo Zazzeri, l’azienda che da ventisette anni cuce delle sofisticate mute da sub oggi utilizzate da tutti i militari d’Italia.

Zazzeri ha infatti fornito a Pipìn tutta l’attrezzatura necessaria per registrare il suo nuovo record mondiale conquistato lo scorso 20 luglio e ripreso dalle telecamere: i 106 metri raggiunti a 54 anni. Lui, che nel 2003 ha toccato 171 metri di profondità, ha voluto mettersi di nuovo alla prova dopo la morte della moglie Audrey Mestre, scomparsa in un incidente nelle acque di Bayahibe, nella Repubblica Dominicana, durante il tentativo di superare il record mondiale in assetto No Limits.

Dell’incredibile vita di Pipìn, della morte della moglie e delle sue infinite apnee fatte a profondità impensabili, oltre allo speciale Netflix, che si chiamerà “Back to the Abyss”, ne verrà fatto un film: “The Dive”, diretto da Francis Lawrence e prodotto da James Cameron nel quale l’attrice americana Jennifer Lawrence interpreterà Audrey e l’attore Jason Momoa Pipìn. «Noi siamo sponsor di Pipìn – spiega Zazzeri – per il record gli abbiamo fornito un computer speciale che sta in fondo al piattello e che non esiste ancora sul mercato. Inoltre, dopo aver visto l’attrezzatura dello staff che segue Pipìn nelle sue imprese, abbiamo deciso di fornire anche le mute da sub per tutta la squadra». Insomma dalla muta ai computer tutto arrivava dalla DiveSystem di Valpiana.

L’azienda, composta da circa venticinque dipendenti, è un’eccellenza locale ed è nata dalla grande passione di Zazzeri per il mare: «Sono nato a Follonica, a cento metri dal mare – racconta l’imprenditore cinquantottenne – sono un sub da sempre: a 14 anni al posto del motorino ho chiesto maschera, pinne, boccaglio e fucile. Nel 1987 sono diventato istruttore e nel 1990 ho aperto un negozio a Follonica: è nel sottoscala della mia attività che nel 1993 ho iniziato a fare le prime mute da sub, da lì in poi è nata l’azienda che oggi ha venticinque dipendenti, tutti professionisti».

L’idea vincente ha avuto piede e oggi l’azienda è una delle più importanti d’Italia nel campo delle attrezzature tecniche: «Tutti i militari italiani indossano i nostri prodotti – dice Zazzeri – Abbiamo poi la polizia basca, la guardia civil spagnola e abbiamo di recente ottenuto un contratto importante per i militari incursori russi ma i mercati più importante sono comunque l’America e il Giappone».

Le mute sono di fatto dei prodotti di alta sartoria che vengono cuciti interamente a mano a Valpiana: «Siamo un’azienda di nicchia che ha retto proprio per la qualità dei prodotti ma anche per il continuo investimento sulle innovazioni, sia per quanto riguarda i computer che per le mute – conclude Zazzeri – In Italia le aziende importanti non producono più in loco, noi abbiamo deciso di restare e ha funzionato». —

Giulia Sili

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