Proteste
Più garanzie e tutele per i braccianti Ecco la Rete equa
È in Maremma che è nata ieri la prima sezione toscana per il lavoro di qualità nel settore primario E aumenta l’attività di vigilanza
grosseto. È giunta a battesimo la sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità. Ieri mattina al Palazzo del Governo di Grosseto, alla presenza della prefetta Cinzia Torraco, si sono riunite le rappresentanze di Inps, Inail, dei sindacati Flai Cgil –Fai Cisl –Uila Uil e delle associazioni datoriali. La Rete del lavoro agricolo di qualità è il punto di partenza di un percorso – spiega la prefetta Torraco – che promuova e diffonda la legalità in agricoltura.
«Si tratta di un elenco di imprese agricole – dettaglia il direttore provinciale dell’Inps Carlo Gianni – iscritte alla Rete su propria domanda e previa verifica di requisiti, caratterizzate e qualificate dal rispetto della normativa. La finalità dell’operazione consiste nella promozione e premiazione di un percorso di adesione convinta alla legalità. E attraverso l’adesione alla Rete si orienta significativamente l’attività di vigilanza ispettiva verso gli operatori che non hanno aderito».
La Rete sarà operativa in seno alla direzione provinciale dell’Inps. Si tratta della prima sezione toscana della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, che discende dalla Legge 199/2016 per il contrasto allo sfruttamento del lavoro agricolo.
Secondo la Uila Uil la Rete garantirà un lavoro più equo ai braccianti, contrasterà fenomeni distorsivi e premierà le imprese virtuose: attraverso la sezione territoriale della Rete, le imprese agricole in regola con i contratti e le leggi del lavoro potranno infatti registrarsi e cercare manodopera in maniera trasparente. «Il percorso –nota Federico Capponi, segretario Uila Grosseto – si inserisce nella cornice del Distretto rurale della Toscana del Sud e del Polo agroalimentare di Rispescia, ed è solo l’inizio di un lungo cammino sul quale saremo in campo con iniziative mirate a incentivare l’iscrizione delle aziende alla Rete e a contrastare le cooperative senza terra». –
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