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Dopo l’ictus festeggia 50 anni in ospedale: «Dobbiamo imparare a essere felici»
Ricoverato da due mesi, il professor Adami ha ripreso a camminare. E per il compleanno scatta un “blitz” a sorpresa
GROSSETO. «Ritieniti felice allorché ogni gioia nascerà da te stesso», diceva Seneca. E anche lui ne è certo. Nel suo letto d’ospedale dov’è ricoverato da due mesi per un ictus, il professor Stefano Adami riflette sulla vita e festeggia. Due giorni fa ha compiuto 50 anni (è nato il 24 luglio 1969) e ha spento le candeline nel reparto di Neurologia del Misericordia accanto all’amatissima compagna concertista Svetlana Fomina, ai familiari e agli amici che gli hanno un piccolo blitz. Una festa a sorpresa organizzata da lei. Quello stesso giorno lui ha ripreso a camminare e compiuto 7 passi.
Una nuova vita, percorsa con la consapevolezza e l’energia di un sopravvissuto. «Il 23 maggio alle 17, 30 – racconta Svetlana che da quel giorno gli è stata accanto giorno e notte – Stefano ha avuto un malore. Io ero a Torino per lavoro. Lui era a casa solo e non ha potuto avvisare nessuno, non riusciva ad arrivare al telefono», dice Svetlana che al solo ricordo si incupisce. Lui è rimasto a terra tutta la notte, lucido ma incapace di muoversi. «Disgraziatamente – ricordala musicista - proprio quel giorno mi aveva detto che aveva tante idee e doveva scrivere una cosa importante, per cui non l’ho chiamato più di tanto».
La mattina dopo il silenzio è diventato sospetto, madre e zia si sono angosciate. Sono arrivati i vigili del fuoco che l’hanno trovato a terra gravissimo. Era stato immobile sul pavimento tutta la notte. «Stava molto male, non si muoveva, lucido ma paralizzato». In Rianimazione è rimasto circa due settimane. «Poi ha cominciato a riprendersi un pochino – prosegue Svetlana – e l’hanno portato in Neurologia. Dopo tre giorni sono giunte complicazioni gravi, per cui è stato riportato in Rianimazione dov’è rimasto un mese, finché non è stato di nuovo trasferito in Neurologia, con molte precauzioni». Il percorso di recupero è articolato e finora è stato attraversato da parecchie complicazioni, infezioni, febbre e pressione altissima.
«Da una settimana ha avuto netto miglioramento» e finalmente oggi può guardare al futuro.
Per il compleanno di Stefano, Svetlana ha pensato a una piccola festa a sorpresa invitando gli amici in ospedale. È stata una cosa semplice e piena di calore. Molti sono venuti, altri avevano impegni ma si son fatti sentire. «Abbiamo ricevuto oltre 300 messaggi di auguri da tutto il mondo, Giappone, Usa, Brasile, Cina, Cuba, Russia. Stefano è stato contento. Ha detto che non avrebbe mai pensato che una festa di compleanno in ospedale potesse essere così bella».
Svetlana ora ha riacquistato il sorriso. «Nonostante tutto sono felice – racconta – Ho disdetto due mesi di lavoro e passo le giornate in ospedale con la mamma di Stefano, ma ho preso a vedere la vita da un’altra angolazione». Lui stesso ne è convinto. «Siamo sempre a correre - dice - dietro obiettivi che altri ci impongono, quando invece dovremmo vivere la nostra esistenza non come una corsa, e soprattutto non come una corsa altrui, ma con regole nostre e personali». Cosa ha imparato? «A essere felice e ad amarci di più».
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