La manifestazione
Pannoloni, è protesta «Rischiamo le piaghe»
Da Castel del Piano ad Arcidosso tanti cittadini lamentano la scarsa qualità dell’ultima fornitura dell’Asl: «È plastica»
I pannoloni forniti dall’azienda sanitaria «sono inservibili»; «o troppo stretti o troppo grandi», in ogni caso «troppo sottili, ma soprattutto di plastica»; e chi li utilizza «rischia piaghe e arrossamenti fastidiosissimi». È quanto lamentano diversi cittadini di Castel del Piano, Arcidosso e dintorni, che usufruiscono della distribuzione di pannoloni della struttura ospedaliera di Castel del Piano. E sono proprio due amiatine, una di Castel del Piano e una di Arcidosso, a descrivere, nel dettaglio, tutto il loro disagio.
La signora di Arcidosso ha il marito che ormai non è capace di muoversi da solo. «Io – spiega – devo comprare tutto e sono 12, 90 euro a pacco. I pannoloni che fornisce l’Asl Toscana sud est sono sottili, e senza ali laterali. Sono di plastica e si rischiano piaghe da decubito. Sono già tre mesi che sono costretta a comprarli. È ridicolo che l’azienda sanitaria spenda soldi per pannoloni inutili. Mi sono rivolta dove si distribuisce il materiale e mi hanno detto che mi avrebbero cambiato i pannoloni che avevo preso con quelli che hanno in deposito: ma tra di essi non c’è differenza. Mi hanno anche detto di tornare dopo un mese per vedere se era cambiato qualcosa. Stessa questione per le traverse – continua – Sono sottili, quasi di carta. E anche in questo caso devo cambiarne chissà quante».
Anche la signora di Castel del Piano, che ha la mamma allettata, sottolinea molte difficoltà: «Lamento la scadente qualità del prodotto –osserva – quei pannoloni sono di plastica. La taglia media è troppo piccola e la taglia larga è esageratamente grande. Sono costretta a comprarli in negozio. Mi chiedo – dice – quali difficoltà ha chi è ricoverato nelle case di riposo dove i pannoloni sono soltanto questi. Mia madre – continua – utilizza oltre 12 pannoloni al giorno e siccome sono tantissimi, sono costretta ad usarne qualcuno anche fornito dall’Asl Toscana sud est. Ma devo cambiarla dopo pochissimo tempo, un’ora al massimo, perché si rischia davvero di far soffrire ingiustamente queste persone che sono nelle nostre mani».
L’Asl Toscana sud est tramite Fabio Lena, direttore del dipartimento delle politiche del farmaco, fornisce chiarimenti e anticipa per agosto iniziative per ulteriori verifiche: «La fornitura – spiega – è stata cambiata da dicembre e le lamentele che si erano registrate subito dopo sono man mano rientrate. Abbiamo iniziato un monitoraggio della situazione e da tre mesi le cose si sono normalizzate. Per ciò che riguarda la qualità del prodotto siamo intervenuti con controlli sia sul prodotto in partenza che a domicilio e abbiamo inviato campioni a un laboratorio di Milano che esegue i test per valutarne le performance. I risultati sono stati comparati con quelli degli altri prodotti in gara per vedere se la qualità fosse superiore agli standard. E così è stato. Solo in due casi su 12, la prestazione è risultata di qualità inferiore, sebbene nei limiti dell’accettabilità previsti. E abbiamo chiesto di sostituire quei prodotti. Ad agosto è previsto un incontro per una verifica». Lena chiede alle persone che riscontrano dei problemi di utilizzare «i canali ufficiali dell’azienda, affinché le situazioni possano essere valutate caso per caso». –
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