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Ex carabiniere pedofilo Tre donne sotto accusa per averlo aiutato
Favoreggiamento l’ipotesi per la donna già sua convivente e madre della bambina abusata e per due amiche di lei
Sono sotto accusa in tre. Tre donne. La mamma di una bambina che era stata costretta, secondo l’accusa, a subire più episodi di violenza sessuale, e due amiche della donna. Per tutte l’ipotesi di accusa è di favoreggiamento: perché avrebbero cercato di far ritrattare la bambina, all’epoca dei fatti di 6-7 anni, invitandola a dire che si era inventata tutto e che gli atti sessuali da parte dell’uomo, già convivente della madre, non c’erano mai stati.
È una costola del processo per violenza sessuale all’ex carabiniere 51enne, già condannato per pedofilia a 10 anni. Proprio in occasione di quell’udienza, tenuta nel luglio di un anno fa davanti al Tribunale di Firenze, era stata stralciata la posizione delle tre donne e il fascicolo era stato inviato al Tribunale di Grosseto, dove il processo si è aperto con l’affidamento a un perito della trascrizione delle intercettazioni telefoniche e ambientali chieste dalle parti. Il giudice Giovanni Puliatti ha rinviato a ottobre la prossima udienza, quando saranno sentiti i primi testimoni: il pm Giovanni De Marco ne ha indicati 12, molti dei quali carabinieri (ma c’è anche il padre della bambina), i due difensori ne hanno indicati 5. Nessuna delle imputate era presente all’udienza di affidamento della perizia.
La vicenda processuale risale agli ultimi giorni del settembre 2017. Secondo l’imputazione, la convivenza era stata interrotta alla fine dell’agosto precedente. Pochi giorni dopo all’ex carabiniere, poi arrestato, era stato imposto il divieto di dimora nel territorio di residenza della piccola e della madre, con divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa e di qualsiasi contatto con lei e i suoi familiari. In quegli stessi giorni era stata formulata dalla Procura la richiesta di incidente probatorio davanti al gip di Grosseto: la bambina doveva essere sentita per comprendere la capacità di testimoniare. La mamma, poco più che trentenne, e le due amiche di famiglia, una delle quali pressoché coetanea della mamma e l’altra invece oggi quasi sessantenne, avrebbero parlato con la piccola e più volte l’avrebbero invitata, secondo l’imputazione, a dire che si era inventata tutto, e cioè a dire che l’uomo non l’aveva mai toccata e che non aveva mai compiuto atti sessuali con lei. Il tutto sarebbe avvenuto in due giorni distinti, successivi all’applicazione della misura e alla richiesta di incidente probatorio.
Pochi giorni fa si è chiuso un altro incidente probatorio per un secondo caso di pedofilia contestato allo stesso ex carabiniere: questi era presente all’udienza in cui è stato esaminato il 15enne che ha raccontato di aver subito abusi. Un fascicolo aperto dopo la denuncia del padre, che vive in Liguria dopo la separazione della madre: la donna avrebbe avuto una relazione con l’ex militare, senza convivenza. Gli episodi risalirebbero a cinque-sei anni fa. A far aprire il primo fascicolo, invece, era stata la nonna della bambina, che era andato a denunciare l’ex carabiniere davanti alla polizia di una cittadina dell’Adriatico dove la piccola stava trascorrendo le vacanze. —
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