Il Tirreno

Grosseto

la ricostruzione 

«Ferrovia allagata, Vanni prese il passaggio in auto»

P.S.

Le ultime ore di vita di Antonella ricostruite dal collega che viaggiava sull’altra vettura Le lacrime della vedova di Maurizio Stella

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Le ultime telefonate, gli ultimi contatti, le raccomandazioni («non preoccuparti se il telefono non prende, qui forse non c’è campo»). Poi l’assenza di informazioni e la scoperta, solo al mattino, che era avvenuta una tragedia.

Piange Claudia Martelli, vedova Stella, quando ricorda i momenti difficili dopo la morte di Maurizio, il negozio che non poteva più gestire, l’aiuto dei familiari, le sedute di psicoterapia per sé e per i figli, i problemi per poter di nuovo disporre del conto cointestato, il nuovo lavoro trovato a Scarlino. «Immaginai dall’espressione di mio padre, che era stato chiamato dal maresciallo dei carabinieri, che era avvenuta una cosa grave», dice ricordando le prime ore del 13 novembre. «Avevo parlato con mio marito verso le 22 - dice rispondendo al suo legale di parte civile, Laura Pacenti - Mi disse che c’era brutto tempo, io li invitai a fermarsi. Mi addormentai, verso le 5 o le 6 mi risvegliai e mi accorsi che non era tornato». All’avvocato Giuseppe Quartararo, parte civile Inail, risponde che riceve una rendita comprensiva di quella Inps: 1750 euro? «Non lo saprei dire».

Marco Risaliti, parte civile con l’avvocato Francesco Guardavaccaro, aveva parlato con la sua Antonella Vanni verso le 18 del 12: «Torno in auto con i colleghi», gli disse, mentre lui era al lavoro a Firenze, adesso lavora in un’azienda chimica di Larderello. Poi non ebbe più notizie da lei. «Pensavo che fosse in una zonanella quale non prendevano i cellulari. Dopo le 23 mi rispondeva la segreteria telefonica. Seppi da internet, la mattina dopo, quello che era successo». All’avvocato Luciano Giorgi (difensore di Tozzini e Ricciardi) spiega che l’assicurazione ha liquidato, come anticipo, 50mila euro complessivi a lui e alla figlia. Nemmeno a lui Enel ha offerto qualcosa.

Quello di Antonella Vanni è stato un incredibile incrocio di eventi. Quel giorno lei era andata fino a Grosseto in auto, poi aveva preso il treno fino a Roma. E lì aveva partecipato al corso sui temi della sicurezza, che Enel aveva organizzato. Quando il corso era finito, aveva scoperto che la ferrovia era bloccata, perché allagata. «Prese un passaggio su una delle nostre auto», spiega Stefano Turini. Erano in sei, quelli che dovevano tornare in Maremma e dintorni. Su un’auto Turini, Sandro Manetti e Francesco Capponi, sull’altra Bardelloni, Stella e Vanni, appunto. «Partimmo verso le 18.30, sull’Aurelia trovammo la polizia con il lampeggiante: ci dissero di passare dall’interno. A Canino io mi fermai per cenare, l’altra auto proseguì, avevano mangiato un panino per la strada. Ci risentimmo per telefono: verso le 22 mi telefonò Bardelloni per dire che la strada era brutta ma transitabile fino al punto in cui erano arrivati. “Ci vediamo domattina, ciao”. Arrivai verso le 3.30 a Castelnuovo Val di Cecina, andai a letto, alle 7 mi chiamò un dirigente dicendo che gli altri tre non erano tornati». Turini risponde all’avvocato di parte civile Paolo Serra e spiega poi di aver trovato presidiati i due bivi, in terra laziale.

In mattinata, erano stati sentiti la dottoressa Maria Paola Corritore, per la Prefettura, l’architetto Fabio Zappalorti per la Regione, il dottor Emilio Ubaldino, per la Provincia. Nel pomeriggio sono stati sentiti i dipendenti di Costrade, incaricata dalla Provincia della manutenzione (è responsabile civile con l’avvocata Valentina Guerriero).

L’udienza è stata aggiornata a settembre, per l’audizione di due testimoni della difesa: Leonardo Marras, all’epoca presidente della Provincia, e Marco Valentini, in quegli anni prefetto di Grosseto. Poi sarà la volta dei consulenti tecnici. — P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa