Gioco
L’ex Garibaldi verso la riqualificazione. Entro il 2020 si parte, tra 2 anni lavori finiti
La giunta comunale battezza l’avvio del progetto di recupero. Il palazzo edificato un secolo fa ospiterà la Casa della musica
GROSSETO. Se non fosse stato per i calcinacci, l’erba alta, la rete elettrosaldata a porte e finestre, ma soprattutto la mancanza del nastro tricolore, poteva quasi sembrare un’inaugurazione. La giunta comunale di Grosseto – al completo – ha battezzato ieri il progetto ex Garibaldi con dirette web da via Merano e via Mameli, scatti di gruppo e una dose di comprensibile soddisfazione.
A questo punto – come ha ribadito il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – è tutto pronto per il restauro dell’ex Garibaldi, edificio storico della città, a due passi dalla stazione, abbandonato da decenni.
Il Comune di Grosseto ha presentato il progetto esecutivo che ridarà vita al palazzo, ospitando nel 2022 – a cento anni dal concepimento del fabbricato – la Casa della Musica.
L’impegno del primo cittadino viene esplicitato con parole chiare e date certe.
«I lavori partiranno nel 2020 e prima della fine del mandato la riqualificazione verrà completata. L’ex Garibaldi era in agenda da oltre 20 anni, un problema annoso che abbiamo sempre inteso risolvere, anche per l’importanza strategica dell’immobile e di questo angolo di città. Sarà un restauro che valorizzerà la struttura storica, la riconsegnerà alla città e offrirà alla scuola di musica comunale e ad altre eccellenze della musica grossetana una sede unica e prestigiosa».
Ma il quartiere tornerà in sicurezza solo se verrà risolto anche il problema di via Fucini, un altro edificio (mai completato) ricettacolo di degrado, dove l’amministrazione comunale, però, non ha competenze.
Il risanamento dell’edificio, il cui valore architettonico è tutelato dalla Soprintendenza, avrà un costo complessivo di un milione e 200mila euro, per ottenere i quali è stato acceso un mutuo.
In generale, i lavori prevedono la demolizione di pavimenti, rivestimenti, infissi interni ed esterni, intonaci e impianti. Le opere strutturali prevedono la ricostruzione di una parte del solaio, la ricostruzione di una parte del tetto, il consolidamento di alcuni tramezzi e la costruzione di una scala esterna in acciaio. E poi il rifacimento degli impianti (elettrico, termoidraulico e antincendio), finiture e infissi. Prima orfanotrofio, poi sede di numerose realtà associative, enti e persino di una comunità religiosa, l’ex Garibaldi è un mix di storia e chiacchiere, annunci, promesse e retromarce.
C’è stato un po’ di tutto nell’ultimo quarto di secolo, mentre il palazzo iniziava a cadere a pezzi, sbattuto puntualmente nel dimenticatoio al termine di ogni tornata elettorale. «Qui, fino a pochi mesi fa, esisteva una situazione di forte degrado – commenta Riccardo Megale, assessore ai lavori pubblici – ed è la ragione per cui ci abbiamo lavorato da subito, con convinzione. Ora il settore lavori pubblici, in economia, ha completato il progetto esecutivo, cogliendo a mio avviso lo spirito complessivo dell’intervento comunale».
Appena dieci giorni dopo l’insediamento del governo Vivarelli Colonna si era costituito un gruppo di lavoro intersettoriale per affrontare il problema dal punto di vista finanziario e architettonico. Ne faceva parte come coordinatore l’assessore al Bilancio Giacomo Cerboni: «Abbiamo sciolto il nodo dei vincoli di destinazione sociale dell’immobile, tentando poi di unire nel restauro del Garibaldi sia il progetto di edificazione della nuova sede di Acquedotto del Fiora che la Casa della musica comunale, senza però arrivare a un progetto condiviso con la Società. Per questo i tempi si sono un po’ allungati. Alla fine siamo andati avanti da soli».
Solo tre giorni fa si era svolto l’ennesimo sgombero. Erano stati portati via dagli uomini di Sei Toscana materassi, abiti e suppellettili dalle stanze a piano terra. A occupare l’ex Garibaldi due persone con problemi di tossicodipendenza, gli ultimi inquilini – si spera – prima della rigenerazione, come la definisce Vivarelli Colonna. Qui nel 2005 fu trovato morto un clochard parigino di 61 anni, il corpo era in avanzato stato di decomposizione, disteso su un materasso, immerso nella sporcizia. Ecco perché il passo avanti compiuto ieri è considerato così importante. Quanto un taglio del nastro. —
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