Il Tirreno

Grosseto

Un'altra estate: la tappa all'Isola del Giglio

L'antico quartiere sul quale vigila la splendida torre

Un momento della visita al Giglio per l'iniziativa "Un'altra estate"
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Un momento della visita al Giglio per l'iniziativa "Un'altra estate"

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GIGLIO PORTO. Cala del Saraceno è il quartiere più antico di Giglio Porto. Qui gli antichi romani avevano realizzato una peschiera, per avere sempre il pesce fresco a disposizione. I resti del meccanismo sono ancora ben visibili. È chiamata la "murenaria", ma in realtà non ci sono certezze che fosse un allevamento.

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Tutta la zona è stata recentemente restaurata, perché nell’ottobre scorso una violenta mareggiata danneggiò gran parte del quartiere, dove vivono tanti gigliesi "veraci", testimoni di un’identità che sull’isola è sentita fortissima.

A svettare sul paese è la Torre del Saraceno che, per l’occasione, è stata anche aperta per una veloce visita all’interno. La torre è così chiamata a seguito di un violento attacco di pirati saraceni che danneggiarono la struttura originaria. La torre, di epoca medievale, originariamente di proprietà dell’Abbazia delle Tre Fontane di Roma, passò successivamente agli Aldobrandeschi. Conobbe un periodo di abbandono durante il dominio pisano, che terminò nel momento in cui l’isola fu annessa al Granducato di Toscana.

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Furono i Medici a intervenire nella seconda metà del quattrocento, per recuperarla, e successivamente nella metà del secolo successivo, Cosimo de’ Medici contribuì in modo sostanziale alla sua ristrutturazione. La torre fu costantemente oggetto di attacchi dai pirati, e fu proprio uno di questi ad indebolirla gravemente. Verso la fine del cinquecento la torre venne rinforzata con un rivellino esterno ed altri elementi di difesa. Gli interventi di fortificazione proseguirono nel settecento per arrivare ai primi del novecento, con gli ultimi atti tra i quali la dismissione delle funzioni militari a seguito dell’Unità d’Italia.

E nel quartiere vive Argentino Pino, anziano marinaio che realizza splendidi modellini di barche, degli autentici capolavori di precisione, ricchi di dettagli. I partecipanti alla nostra iniziativa hanno avuto così l’occasione di visitare la sua bottega artigiana, prima dell’evento in piazzetta della Dogana.

Cala del Saraceno si chiama così perché i Saraceni fecero numerose scorribande sull’isola e anche la torre fu danneggiata.

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