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IL DIBATTITO 

Capitale del Libro? Una suggestione che piace alla Lega «Noi ci crediamo»

Capitale del Libro? Una suggestione che piace alla Lega «Noi ci crediamo»

L’onorevole Mario Lolini: «Pronto a sostenere la candidatura di Grosseto. Purché la Maremma sappia fare squadra»

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GROSSETO. Ieri dalle pagine de Il Tirreno la rubrica Il Sabato, a firma del caposervizio Emilio Guariglia, ha lanciato la suggestione di immaginare Grosseto – magari nel 2022, anno del centenario bianciardiano – città “Capitale del Libro”: la nuova legge sull’editoria approvata alla Camera istituisce infatti questa “nomina” annuale (Come la Capitale della Cultura) e un “premio” di 500mila euro.

«La proposta di candidare Grosseto a Capitale del Libro è suggestiva e condivisibile», sostengono l’onorevole Mario Lolini e il segretario provinciale della Lega Andrea Ulmi. «Aver sbloccato dopo 4 anni un iter legislativo che sembrava ormai fermo alla Camera è stato importante», dice Lolini. «Farlo con un’ampia maggioranza e la sola astensione di Forza Italia, lo è ancora di più vista la bontà del progetto che si propone di riportare gli italiani a una pratica che purtroppo si sta perdendo».

Per Lolini la proposta di Grosseto Capitale del Libro «è meritevole di attenzione in una città in cui si registra una vivacità letteraria crescente e in una provincia in cui molti grandi scrittori hanno trovato la loro ispirazione. Credo che Grosseto Capitale del Libro potrebbe anche premiare quegli editori che davvero investono sui giovani talenti della scrittura e che offrono loro la possibilità di compiere un primo passo in questo mondo, con la speranza di riavere in Maremma un nuovo Bianciardi o un nuovo Cassola, testimoni di una terra che in questi anni si è trasformata». Da qui l’impegno di Mario Lolini: «Per quanto mi riguarda – dice – sono pronto a sostenere la candidatura, una volta che sarà presentato il bando e che sarà creato a Grosseto un comitato ad hoc, con la speranza che la Maremma sappia fare squadra e sappia cogliere un’opportunità che potrebbe far crescere la cultura cittadina e dare visibilità alla nostra terra».

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario della Lega, Andrea Ulmi. «La proposta di Emilio Guariglia – dice il segretario – è per me un fatto concreto importante che segnerebbe una discontinuità con il passato di questa città. Da consigliere di opposizione criticai la scelta dell’allora sindaco Bonifazi di sostenere le candidature di Pisa e Siena contro quella, presentata da privati, di Grosseto Capitale Italiana della Cultura. Evidentemente non si trattava solo di una proposta di sognatori, ma di chi, investendo di tasca propria, aveva tracciato una via».

Per Ulmi in questi anni la cultura grossetana è cresciuta molto, e non solo sul “fronte del libro”: «Penso al teatro, ma anche ai musei che, con l’imminente arrivo della Collezione Luzzetti avranno molto da offrire. È vivo ed animato il settore della musica, classica e leggera, e delle arti figurative».

Ulmi conclude parlando di luoghi: «Come Lega – dice – abbiamo sostenuto il recupero dei luoghi collegati alla cultura, ma anche la creazione di nuovi, come sarebbe stata la allora contestata Farfalla di Emilio Isgrò in piazza Nassirya proposta dal presidente dell’epoca della Fondazione Cultura Giuseppe Chigiotti e che non facemmo in tempo a sostenere. Il ritorno della Biblioteca Chelliana in centro è uno di questi, e a livello infrastrutturale crediamo che il collegamento ciclabile con gli scavi di Roselle possa rispondere a una richiesta forte di grossetani e turisti. Per questo – chiosa Ulmi– partire dall’idea di Grosseto Capitale del Libro può essere un primo passo per sognare una Grosseto Capitale della Cultura». —



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