Finanza
Cabernet Franc e Viognier, obiettivo le vendite all’estero
ANSEDONIA. «La mia famiglia è qui ormai da quattro generazioni», dice Pepi Lignana senza nascondere la soddisfazione di avere potuto condividere la passione e il lavoro in azienda con il padre, la moglie, i due figli e di essere arrivato ai nipoti, anche loro innamorati della Maremma.
«Difficile immaginare un futuro senza l’insostituibile apporto delle nuove generazioni – aggiunge – anche se non sappiamo quale sarà la loro strada».
Tuttavia, da uomo concreto, che ha viaggiato e lavorato per i cinque continenti, sa anche che la sopravvivenza di un’azienda, per quanto di eccellenza, per quanto non sia stata la principale attività della sua vita, dipende dalla capacità di stare sul mercato. Ecco allora le necessità di incrementare le vendite all’estero, posizionandosi sui livelli di nicchia che il vino italiano è capace di ritagliarsi nel mondo, spingendo sulle due più recenti etichette, che rappresentano un nuovo modo di bere “maremmano” con due grandi vitigni in purezza, come il Cabernet Franc e il Viognier, non così usuali da queste parti.
«In questo ambito, ritengo fondamentale il ruolo del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana – aggiunge Lignana – che sta facendo un grande lavoro per supportare le aziende, soprattutto nelle occasioni nazionali e internazionali dove ci presentiamo al pubblico e ai buyers come un unico “marchio” Maremma Toscana».
Un altro aspetto da mettere a punto nel futuro della Fattoria Il Casalone riguarda la costante ricerca dell’equilibrio, anno per anno a seconda della qualità e dei prezzi, tra la produzione di vino sfuso e la vendita di uve alle cantine che cercano prodotti di qualità, promuovendo contemporaneamente la costante crescita della produzione di bottiglie destinate ad un’altra linea di mercato. — L.S.
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