La manifestazione
Bambina malnutrita, il caso è archiviato: «I genitori hanno riconosciuto gli errori»
Grosseto, la piccola di un anno non era mai stata in pericolo di vita. Decisivo l'intervento dei servizi sociali
GROSSETO. Il Tribunale ha disposto l’archiviazione per i due genitori grossetani la cui figlia di un anno sarebbe stata vittima di maltrattamenti: scarsa nutrizione, scarsa igiene, assenza di vaccini e di controlli sanitari. La bambina non era mai stata in pericolo di vita, i genitori avevano «riconosciuto l’errore commesso nella alimentazione della minore», come ha scritto la Procura.
E comunque il pubblico ministero Maria Navarro non ravvisa la presenza dell’elemento psicologico del reato, cioè il dolo: dunque «la notizia di reato a carico degli indagati, sotto il profilo penale, è da ritenersi infondata». E il gip Marco Mezzaluna ha accolto la richiesta. Fascicolo chiuso.
Era stato aperto nel giugno 2016 quando la Asl aveva segnalato le condizioni sanitarie di una bambina di poco più di undici mesi di vita. A metà del mese era stata portata dal padre al pronto soccorso pediatrico del Misericordia: febbre alta (anche 39.5) da sei giorni, e non passava mai. Quando i sanitari avevano esaminato la cartella clinica avevano notato che la bambina, nata in casa secondo i protocolli della Regione, non era mai stata vaccinata e nemmeno mai sottoposta a visita pediatrica. Una particolare attenzione era stata dedicata all’alimentazione: latte di riso e cereali, assaggi di polenta, taralli, pesce e yogurth. Poiché le misure rilevate risultavano molto al di sotto dei valori normali (cioè corrispondevano a una piccola di tre mesi, il peso era di 2,9 kg), poiché le tappe dello sviluppo psicomotorio risultavano in netto ritardo, poiché era stata individuata un’infezione renale, la bambina era stata ricoverata. Lei e i genitori, poi assistiti dall’avvocato Emiliano Goracci, erano stati presi in carico dai servizi sociali.
I carabinieri erano stati incaricati dalla Procura di svolgere accertamenti, sentendo la pediatra di base, la responsabile della Patologia pediatrica del Misericordia, i vicini di casa della famiglia, l’assistente sociale. Il quadro che ne era emerso, ricorda il pm, era quello di «scarsa nutrizione della bambina, scarsa igiene, assenza di vaccini e assenza di qualsivoglia controllo sanitario».
Cosa era accaduto alla piccola? La dottoressa Navarro aveva dato incarico a due esperti. Questi avevano accertato che la bambina aveva subito un rallentamento della crescita, fino all’età di dieci mesi, a causa di un apporto alimentare deficitario (non assimilabile a malattia dal punto di vista penale); che la febbre per la quale era stata ricoverata era dovuta a un’infezione delle vie urinarie e non al ritardato accrescimento; che la piccola non fu mai in pericolo di vita; che la malnutrizione non aveva lasciato postumi permanenti e che anzi la corretta alimentazione aveva dato, a distanza di un paio di mesi, segnali di recupero del rallentamento.
Dopo l’intervento dei servizi sociali, nota ancora il pm, i genitori «si sono dimostrati ampiamente collaborativi», riconoscendo gli errori commessi. E per questi motivi è arrivata la richiesta di archiviazione. Accolta. —
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