Sicurezza
«Renai? Un politico, lo stimo Lavoreremo bene insieme»
Secco, ex sindaco e ora componente del cda, è in corsa per la vicepresidenza «Una mia elezione? No comment, sarà il prossimo consiglio a decidere»
L’Amiata delle sorgenti e dell’acqua che la montagna distribuisce generosamente a diverse regioni, piazza nella cabina di regia del consiglio di amministrazioe (che resterà in carica per tre anni) di Acquedotto del Fiora, il presidente Roberto Renai, di Piancastagnaio (Amiata senese), profondo conoscitore delle questioni ambientali (acqua, rifiuti, assetto del territorio) e Gianpiero Secco, ingegnere, manager, ex sindaco di Seggiano (Amiata grossetana), in odore di vicepresidenza.
«L’Amiata nella sua interezza di entrambi i versanti è ben rappresentata - commenta a caldo l’ingegner Secco - perché avere un presidente e un consigliere mi pare un traguardo di cui essere soddisfatti». Il 18 luglio, dunque, l’assemblea dei soci del Fiora ha nominato il nuovo consiglio di amministrazione dove per la parte pubblica sono stati nominati Roberto Renai (indicato come presidente), Gianpiero Secco, Gesuè Domenico Ariganello, Francesca Mugnaini e Paolo Prisciandaro, mentre per la parte privata sono stati nominati Piero Ferrari (amministratore delegato), Andrea De Caterini, Federica Marinetti e Anna Claudia Bonifazi.
Sul binomio Renai-Secco, lo stesso ex sindaco di Seggiano commenta: «C’è un bel rapporto di stima col presidente Renai. Lui è soprattutto un fine politico, io sono un manager. L’ho conosciuto bene condividendo con lui una posizione contraria a un certo tipo di geotermia e lo apprezzo molto. Potremo lavorare bene insieme».
Ma come è maturata la candidatura di Gianpiero Secco? «Ho sempre avuto rapporti e contatti con i vertici del Fiora e l’ambiente dell’azienda, rapporti con i precedenti presidenti, come Tiberio Tiberi e Emilio Landi e considero il Fiora azienda affidabile ed ad altissimo potenziale di sviluppo. Conosco, insomma, azienda e uomini e la materia – dice – per questo la mia candidatura».
E a proposito delle azioni future a cui sarà chiamato nei prossimi tre anni: «Per adesso lo staff di Adf si è appena presentato. Hanno consegnato a ciascuno di noi i documenti dei bilanci. Siamo nuovi e dobbiamo iniziare. Ma, ripeto, credo che questa azienda abbia tutti i numeri per allargare la propria visuale e allungare il passo. Fra gli ambiti territoriali è uno dei più ampi a livello nazionale e il più esteso della Toscana. E poi la sua caratteristica principale è che la base del suo business è sempre stata ed è solo l’acqua. E su questa peculiarità è in grado di allargare i propri orizzonti».
E alla domanda se potrebbe essere proprio lui vicepresidente, Secco replica: «La vicepresidenza sarà stabilita il prossimo consiglio. No comment per una mia possibile elezione».
Ma il curriculum di Secco è un passaporto per una carica dove il manager potrebbe dare un contributo importante. È stato infatti responsabile della comunicazione di Amdahl Corporation l’azienda americana dei calcolatori più sofisticati, responsabile in At & T, azienda big delle telecomunicazioni, e infine ha lavorato in Amtec poi passata all’inglese Marconi e infine a Finmeccanica dove Secco ha seguito il segmento legato alla sicurezza. Un’esperienza e un curriculum di prestigio che potrebbe essere la chiave di volta per la carica di vicepresidente. —
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