Gioco
Stalking alla ballerina «Ma io mi sentivo come il suo fidanzato»
follonica. «Era preso parecchio, era innamorato sicuramente. E le aveva fatto tanti regali, forse anche troppi: braccialetti, magliette, scarpe, borsette...». Parla così di lui, dell’imputato cioè, un amico di vecchia data («lo conosco da bambino»). È il testimone chiamato dal difensore di un uomo di 52 anni, imputato di stalking ai danni di una ballerina di un locale notturno, di nazionalità spagnola, oggi 41enne. Fatti del 2012 arrivati alle battute finali davanti al giudice Gian Marco De Vincenzi. Fatti che il difensore Franco Ciullini tende a dimostrare come assolutamente estranei ad atteggiamenti persecutori. Eppure, secondo l’accusa, il follonichese avrebbe molestato la donna nel locale al punto da farle interrompere lo spettacolo e da richiedere la scorta di un uomo per tornare a casa; le avrebbe chiesto in continuazione di sposarlo e di avere rapporti sessuali con lui; l’avrebbe pedinata.
Ma dove sta la verità? «Noi uscivamo tutti insieme - spiega l’amico - Lei una volta arrivò a casa mia guidando l’auto di lui». Ma quella storia dei biglietti? «Sì, lei e lui comprarono i biglietti aerei e prenotarono l’albergo per andare a Barcellona, a casa dei parenti di lei». E poi perché finì tutto? «Perché lui la denunciò per il furto del suo telefonino. Lei lo restituì, ma non di persona: mi sembra in una scatola fatta trovare da qualche parte». La donna si drogava? «Sì, più di una volta l’ho vista assumere sostanze stupefacenti». E al viceprocuratore onorario Leonardo Brogi, l’amico-testimone precisa: «Dal momento del furto il rapporto si interruppe; era durato qualche mese».
Poi è stata la volta dell’imputato stesso, che si è fatto esaminare: «Dal momento della separazione da mia moglie - ha detto al giudice - è cominciato un iter difficile per me. Avevo iniziato a uscire con gli amici, ad andare nei locali. L’avevo conosciuta ed era iniziato questo bellissimo rapporto. Tutto era finito quella sera della cena a casa mia, quando lei mi prese il cellulare; dopo qualche giorno lo ritrovai nella cassetta della posta». E poi? «Dal 2012 ho una compagna, non l’ho cercata più». E prima? «Lo scambio di telefonate era reciproco. Lei non lavorava tutti i giorni nel locale. Io mi sentivo come il suo fidanzato, non nascondo che avevo qualche sentimento di gelosia quando lei si intratteneva con i clienti. Eravamo talmente in confidenza che la proprietaria del locale la faceva uscire anche prima dell’orario normale». I biglietti? «Sì, li comprò lei on line con la mia carta di credito. Ma dove è stato il mio disturbo?» — P.S.
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