Il Tirreno

Grosseto

albinia 

Sesso sul pullman, fidanzati sotto processo

Pierluigi Sposato

Quando un passeggero li invitò a smettere si scatenò il parapiglia e il conducente fu costretto a fermarsi

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ALBINIA. Non furono soltanto baci innocenti, secondo l’accusa: furono atti osceni. Un rapporto sessuale orogenitale (lui venne visto dai testimoni mentre si piegava tra le gambe di lei), avvenuto su un pullman di linea, quello tra Albinia e Sorano, e cioè un luogo potenzialmente frequentato da minorenni. E non c’è solamente questa tra le accuse, perché quando qualcuno dei passeggeri si alzò per protestare (e tra questi un agente della polizia di stato), successe un mezzo parapiglia e il pullman dovette fermarsi.

Si saprà solo a gennaio il destino di un orbetellano di 29 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari, e della fidanzata di 26, abitante in provincia di Firenze, che furono protagonisti di una serata molto più che caliente, il 27 luglio di due anni fa. Ieri di fronte al giudice Gian Marco De Vincenzi era previsto l’atto finale ma l’impedimento di un difensore ha comportato lo slittamento.

Delle indagini si erano occupati i carabinieri di Manciano, che avevano sentito le persone presenti sul pullman. Una studentessa sedicenne aveva raccontato di essere salita ad Albinia con un’amica, per tornare a casa, e di aver visto il ragazzo, da lei conosciuto, prendere posizione nei sedili davanti a lei, insieme alla fidanzata. I due avevano iniziato a baciarsi subito dopo la partenza della corsa e lui era stato visto piegarsi tra le gambe di lei. La studentessa (che, imbarazzata, aveva cercato di guardare altrove) non era stata la sola a vedere cosa stava succedendo: si era alzato un uomo che aveva intimato ai due di smettere. Poi era iniziato il caos e a essere colpita, per sbaglio, era stata anche l’amica della studentessa.

Secondo l’imputazione, ad alzarsi era stato un assistente della polizia di stato. I due fidanzati lo avrebbero minacciato («ti spacco la faccia», «ti ammazzo», «non sai contro chi ti sei messo», «lui ti viene a prendere e ti ammazza») e lui avrebbe cercato di aggredirlo allungando le mani; l’aggressione sarebbe stata bloccata perché l’agente avrebbe afferrato il giovane per i polsi. Alle parole minacciose si sarebbero aggiunte anche le offese al poliziotto (è stato ipotizzato l’oltraggio), sia da parte di lui sia da parte di lei («figlio di p...», «pezzo di m...» e altro ancora). A quel punto il trambusto che si era creato a bordo aveva costretto l’autista del pullman ad arrestare la marcia: e per quest’ultimo frangente è stata ipotizzata l’interruzione di pubblico servizio. — Pierluigi Sposato

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