Il Tirreno

Grosseto

Omaggio a Elisa in quindici opere Apre la mostra di Nilo Bacherini

Stefano Fabbroni
Omaggio a Elisa in quindici opere Apre la mostra di Nilo Bacherini

L’artista ha voluto celebrare la moglie recentemente scomparsa Inaugurazione alle 17.30, i dipinti saranno esposti fino al 15 ottobre  

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L’ARTISTA

Quindici opere della collezione di Nilo Bacherini da oggi fino al 15 ottobre saranno esposte all’interno di Palazzo Aldobrandeschi. La mostra sarà inaugurata alle 17.30 in sala Pegaso alla presenza dell’artista grossetano e dei due fautori dell’iniziativa, il direttore di Clarisse Arte, Mauro Papa e la consigliera provinciale Olga Ciaramella. La collezione si intitola “Elisa-Dedicata a mia moglie”, in ricordo della consorte recentemente scomparsa: la sua immagine si trova simbolicamente di fronte all’ingresso. «Ricordo – dice con un velo di commozione Bacherini – che spesso la notte mi alzavo e la vedevo impegnata a dipingere, come ho fatto io per tanti anni». Bacherini ha deciso di offrire al pubblico una vera e propria antologia: la sua mano riproduce paesaggi, animali e persone celebrando in particolare le immagini familiari. «Bisognerebbe riscoprire il valore della famiglia e dei figli – aggiunge – che oggi si è perso per strada».

Campeggiano su molti quadri i volti riprodotti a tempera e pennello del figlio e dei nipoti. «Non mi è mai piaciuto isolarmi nemmeno professionalmente ma ho sempre preferito il confronto con artisti di altre località». Numerosi i suoi soggiorni ad inizio anni settanta a Parigi, Berlino e Dresda, città di riferimento della pittura universale. È stato uno dei fondatori della rivista “Corriere delle Arti” (1980) e dette vita al Centro studi e ricerche “Identità maremmana” (1988).

Oltre venti premi, locali e nazionali (fra cui il Premio internazionale Sulmona), ottenuti mentre molte sue opere si trovano nelle collezioni civiche dei comuni italiani (oltre Grosseto, Modena, Reggio Calabria e Trento) ed internazionali (Museo della Pace a Copenaghen in Danimarca). La scelta di collocare l’esposizione per tre mesi in una delle strutture più belle ed antiche di una città non è nuova: in passato, infatti, il pittore, che si è distinto anche come scultore, ha presentato altre sue personali in altre sedi di profonda rilevanza culturale come palazzo Panciatichi a Firenze e l’Istituto Italiano di cultura di Zurigo. «Bacherini per noi è un maestro – concludono Papa e Ciaramella – ed invitiamo tutti ad ammirare questi pezzi d’arte davvero splendidi che abbelliscono un interno già prestigioso come quello del Palazzo della Provincia». — Stefano Fabbroni

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