Il Tirreno

Grosseto

rivoluzione all’acquedotto 

I sindaci hanno scelto il cda è Renai il presidente del Fiora

Gabriele Baldanzi
I sindaci hanno scelto il cda è Renai il presidente del Fiora

Ha ottenuto l’84% dei voti. Si sono astenuti due Comuni, altrettanti i contrari. Il caso Ariganello discusso nella direzione Pd non ha richiesto votazioni interne

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. L’assemblea dei sindaci del Fiora ha designato il nuovo consiglio di amministrazione. Il pianese Roberto Renai è il nuovo presidente con una netta maggioranza. Nominati anche tre grossetani.. In sette mesi Acquedotto del Fiora ha cambiato completamente i suoi vertici. Dopo l’arrivo del nuovo amministratore delegato, a gennaio 2019, anche il cda viene adesso rinnovato per 4/5. Renai ha ottenuto il via libera dall’84 per cento degli azionisti di Fiora. Astenuti i Comuni di Scansano e Semproniano, contrari Castell’Azzara e Piancastagnaio. Alla fine voto favorevole anche per Castel del Piano, che ha tentennato fino all’ultimo. Decisiva, per fissare gli ultimi dettagli di questo complesso accordo bipartisan – formalizzato e votato nell’assemblea dei sindaci di ieri pomeriggio – è stata la lunga trattativa tra il primo cittadino di Roccastrada Francesco Limatola (per conto del centrosinistra) e l’assessore alle partecipate del Comune di Grosseto Giacomo Cerboni (centrodestra). Gli ultimi nodi da sciogliere riguardano adesso la vicepresidenza del Fiora e la società Aquaser, un’altra poltroncina da 40 mila euro lordi all’anno nel settore dei servizi complementari del ciclo integrato delle acque, cioè recupero e smaltimento dei fanghi di depurazione. Cerboni e Limatola si ritroveranno la prossima settimana.

Su Renai, al momento, i mal di pancia sono molti di più di quelli manifestati in assemblea, dove tra i 55 Comuni, hanno votato contro soltanto Piancastagnaio, Castel del Piano, Roccalbegna e Scansano, amministrazioni che non hanno digerito metodo e nomi. Mercoledì sera si era riunita la direzione provinciale del Pd, proprio per discutere del ruolo di Gesuè Ariganello. Per la prima volta è stata messa in discussione la fiducia nei confronti del segretario. Da giorni stava circolando un documento in cui si contestava ad Ariganello la mancata presa in carico dei risultati congressuali ed elettorali, nessun disegno di prospettiva per una nuova gestione del partito. Solo inconcludenti richiami all’unità e al senso di responsabilità. Chi pensava che il recente congresso del Pd avesse segnato uno spartiacque nella vita del partito democratico, si sbagliava. L’inaspettato risultato in termini di partecipazione e la netta affermazione di Nicola Zingaretti dovevano aprire una fase nuova, ma in Maremma non è stato così. Nessun avvicendamento nella classe dirigente, nessun cambiamento della piattaforma politica e programmatica del partito. Zingaretti aveva già deciso di dire basta e staccare la spina ad Ariganello, tenuto conto anche delle sconfitte a Scarlino, Capalbio, Castell’Azzara e Castel del Piano. Ma il segretario ha giocato d’anticipo, annunciando le dimissioni prima ancora che il dibattito fosse avviato. La direzione provinciale del Pd aveva ribadito a maggio, a fronte di ipotesi contrarie, la necessità che fosse ancora la Provincia di Grosseto a esprimere la presidenza dell’azienda. Era stata data anche un’indicazione di massima su Gabriele Fusini. In pratica non solo la proposta è stata disattesa, con la perdita, per Grosseto, della presidenza dell’Acquedotto del Fiora, ma Ariganello (questa è l’accusa) avrebbe trattato per se stesso. «Non vogliamo credere – spiegano i compagni della Zingaretti – che si sia scientemente scambiata la presidenza con la collocazione personale, ma ad alcuni il dubbio è venuto. Tutto questo getta un’ombra sulla gestione del Pd grossetano» . Non c’è stato comunque bisogno di votazioni, perché Ariganello aveva già maturato l’intenzione di dimettersi subito dopo la sua nomina al Fiora. 
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa